Grazia Francescato dice sì all'Auditorium ma fallisce la mediazione con Italia Nostra e Wwf che restano fermi sulle loro posizioni. A nulla è servito l'intervento della portavoce dei Verdi che nei saloni di villa Maria a Ravello ha incontrato ieri per due ore i rappresentanti degli ambientalisti che osteggiano il progetto di Niemeyer nel tentativo di invocare ragionevolezza alla luce della presa visione dei progetti e della visita all'area prevista per la struttura. «È un'opera illegittima che va contro le norme vigenti e se la Regione vuole davvero l'Auditorium deve avere il coraggio di approvare una variante al Put». Lo sostengono Luigi Giuliani e Oscar Cardillo, rappresentanti di Wwf e Italia Nostra. «Abbiamo fatto il possibile - dice la Francescato - e la strada politica è stata percorsa. Il nostro ruolo si può dire concluso. Ora tocca a Comune e ambientalisti andare avanti in maniera autonoma. Anche se, torno a ribadire, che nel rispetto delle norme noi non siamo contrari all'Auditorium». Di altro parere Italia Nostra e Wwf secondo cui «la realizzazione dell'opera viola il Put». Lo continua a ripetere Luigi Giuliani, che poi aggiunge: «Questa non è una novità, perché già nel 2000 il Tar emise un'ordinanza di sospensione ignorata sia dal Comune che dalla Regione. In quell'area l'Auditorium non è affatto contemplato». Ma non finisce qui. Già, perché poi si punta l'indice anche contro la Regione, rea d'aver aggirato le norme chiamando in causa una legge di ventidue anni fa. «Come ha ricordato anche l'urbanista Vezio De Lucia nella sua perizia giurata - avverte poi Giuliani - è inammissibile che questa prevalga sulla legge successiva». Intanto è proprio quel documento firmato da De Lucia a subire una serie di contestazioni e in particolare al riferimento che egli stesso fa a un decreto interministeriale del 1968. Nel citarlo, all'interno della perizia giurata, pare abbia omesso proprio il passaggio relativo a strutture di interesse sociale e culturale. Le stesse a cui si ispira in un certo senso l'accordo di programma impugnato dagli ambientalisti e dai proprietari dei terreni. «Non discutiamo la bontà del progetto ma siamo convinti che realizzare l'Auditorium rappresenterebbe un segnale negativo in materia urbanistica», ha commentato invece Oscar Cardillo di Italia Nostra. E di fronte a tutto ciò, Grazia Francescato, che ieri mattina ha svolto il suo sopralluogo, insieme al sindaco Secondo Amalfitano e al presidente della Fondazione Ravello, Domenico De Masi, ha ribadito che la preoccupa più l'abusivismo che l'Auditorium. «Qui siamo circondati da tanti piccoli omicidi» ha detto guardandosi intorno. E poi ha aggiunto: «Quanto alla conformità della legge sembra che la realizzazione dell'Auditorium sia contemplata, ma ne discuterò con i miei legali. Penso che sulla vicenda ci siano state molte esagerazioni. Ora spero davvero che si trovi una soluzione - ha concluso - e stando qui, sinceramente mi scandalizzano ben altre opere perché i dati dell'auditorium parlano chiaro. La struttura comprende solo 406 posti sedere, ha una larghezza di 30 metri, e di 21 di altezza. L'impatto è davvero quasi inesistente».