Il lavoro di ricerca è iniziato due anni fa. E loro, gli emissari della Regione, si sono mossi come segugi alla ricerca di opere d'arte. Solo che questa volta la storia del collezionista avido e possessivo si è capovolta. Gli ex titolari di queste opere, per lo più nuoresi e sassaresi (pochi i cagliaritani), o hanno ceduto alla sirena del mecenatismo o alle lusinghe (economiche) degli emissari regionali. E così sono approdati al governo dell'isola opere di Aligi Sassu, Costantino Nivola, Giuseppe Biasi, Bernardino Palazzi, Stanis Dessì, Antonio Bellero, Giovanni Cusa Romagna, Edoardo Chicarro, Felice Melis Marini, Filippo Figari, Melchiorre Melis, Mario Delitala ed Edina Altara. Per Biasi la collezione delle 283 opere già acquisite dalla Regione, e ospitate nel museo dell'ex convento Carmelo di Sassari, sarà aumentata di 100 disegni e 20 interventi grafici. Il costo complessivo è stato di un milione di euro e tra oggi e domani gli acquisti saranno formalizzati davanti al notaio. «Con questa operazione - spiega Maria Antonietta Mongiu, assessore regionale alla Cultura - vogliamo mostrare come la cultura sarda sia anche fortemente legata alla contemporaneità. E personaggi come Biasi, Nivola e Sassu lo dimostrano ampiamente. Queste nuove opere, che fanno parte dell'impegno per il museo del Novecento, rimarcano il carattere internazionale della nostra arte». I segugi della Regione hanno portato a casa anche 62 collage di Altara, composte da mattonelle decorative, definite dall'assessore Mongiu «sublimi». In tutto l'acquisizione comprende 243 opere. Qualcuna, di Biasi, è già esposta al Carmelo di Sassari (come il «Ritratto di Germana Lonati» eseguito nel 1923 sotto l'influsso di Gustav Klimt). Si tratta di un'opera, continua la Mongiu, «che mostra come l'arte sarda sia stata influenzata dai movimenti internazionali come l'art nouveau: i nostri artisti sono stati immersi nella contemporaneità. Sassari è stata scelta come polo di quest'arte dove esporremo le nuove acquisizioni». I segugi della regione si chiamano Maria Luisa Frongia, Giuliana Altea e Pietrino Soddu. Le prime sono le rispettivamente docenti di arte contemporanea nelle università di Cagliari e Sassari. Il terzo, più noto come uomo politico sardo pensante, è anche un appassionato collezionista e, in questa veste, è stato inserito nella commissione che ha recuperato e valutato la bontà delle opere. E così di Biasi è stata acquisito anche «Il corteo nuziale», di Nivola una delle opere senza titolo della Rassegna de «Gli antenati» (una lamiera tagliata e modellata in modo particolare), di Ballero «La fatucchiera», di Ciusa Romagna la «Donna di Oliena» e le «Maschere di Ottana». «Con queste nuove acquisizioni - continua la responsabile regionale della Cultura - stiamo portando avanti il progetto di valorizzazione della contemporaneità. Per il momento abbiamo raccolto lavori di artisti importanti nella scena culturale della prima metà del secolo e del primo dopo guerra. Ma questo intervento sarà sviluppato anche al secondo dopo guerra. Noi abbiamo artisti viventi, come Gaetano Brundu (che ha le sue opere esposte in diversi centri artistici nazionali e non), che vanno valorizzati». Il lavoro dei segugi è durato circa due anni. Per chi ha studiato il mondo del collezionismo non è difficile capire che le opere d'arte sono legate soprattutto alla generazione che le ha, appunto, «collezionate». Mentre nel momento della divisione dei beni, spesso questo patrimonio si perde in mille rivoli e, qui, subentra la vendita o la svendita. Ed è anche su questo aspetto del mondo dell'arte che hanno fatto presa i tre esperti. Il quadro, il disegno e la scultura diventano, soprattutto in momenti di crisi e se non si è appassionati, prodotti volatili. Questa volta, però, a tutto vantaggio della collettività.
SARDEGNA - Un tesoro per i musei sardi
Gli emissari della Regione hanno completato un lavoro di ricerca di due anni, che ha portato all'acquisizione di 243 opere d'arte, tra cui opere di Aligi Sassu, Costantino Nivola, Giuseppe Biasi, Bernardino Palazzi e altri artisti sardi. La collezione sarà esposta al museo dell'ex convento Carmelo di Sassari. Il costo complessivo è stato di un milione di euro. L'acquisizione comprende opere di artisti contemporanei, tra cui Gaetano Brundu, e mostra come la cultura sarda sia legata alla contemporaneità. I segugi della Regione hanno portato a casa anche 62 collage di Edina Altara. La collezione sarà valorizzata come parte del progetto di valorizzazione della contemporaneità.
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