Fra i proprietari dei terreni lassessore Lorusso e lex sindaco Di Cagno Abbrescia. Matarrese: "Non è un risarcimento per Punta Perotti" "Eviteremo speculazioni" Il giorno dopo la maratona notturna in consiglio comunale, conclusasi con il via libera alle nuove Norme tecniche di attuazione, politici e imprenditori concordano nellescludere il rischio di cementificazione del territorio. Lo sblocco in un colpo solo di 11 milioni di metri cubi, circa 32mila nuovi alloggi, in aree edificabili previste dal Piano regolatore generale, non spaventa lassessore allUrbanistica, Ludovico Abbaticchio. Entreranno in campo le più grandi società di costruzioni della città: Matarrese, De Santis, De Fazio, Bonerba e De Bartolomeo. Sulla carta tutti i proprietari di aree edificabili potranno beneficiare della liberalizzazione. Fra questi, anche le famiglie dellex sindaco Di Cagno Abbrescia e dellassessore Simonetta Lorusso. Salvatore Matarrese, dellomonima società, esclude che questo provvedimento sia il risarcimento per Punta Perotti. «Quella - dice - è stata una grande ingiustizia». Non sarà una liberalizzazione selvaggia. Il giorno dopo la lunga maratona notturna in consiglio comunale, conclusasi con il via libera a maggioranza alle nuove Norme tecniche di attuazione, politici e imprenditori concordano nellescludere il rischio di cementificazione del territorio. Lo sblocco in un colpo solo di 11 milioni di metri cubi, circa 32mila nuovi alloggi, in aree edificabili previste dal Piano regolatore generale, non spaventa lassessore allUrbanistica, Ludovico Abbaticchio. «Abbiamo creato un sistema di contrappesi, che impedirà qualsiasi speculazione: lo sviluppo sarà ordinato e armonico», spiega. Il provvedimento approvato da 25 consiglieri del centrosinistra, con lastensione di Forza Italia e il voto contrario di An, riapre i giochi in numerosissime maglie urbane. A cominciare dal Tondo di Carbonara e dallOvale del San Paolo. Il dibattito se la città del futuro dovesse svilupparsi nelluna o nellaltra direttrice, che ha tenuto banco per decenni con il solo risultato di approdare a nulla, è stato spazzato via. Adesso sia larea del Tondo sia quella dellOvale potranno essere lottizzate. Case e terziario direzionale: un milione e mezzo di metri cubi a Carbonara, quasi un milione fra via Napoli e il San Paolo. Le imprese non aspettavano altro da tempo. Entreranno in campo le più grandi società di costruzioni della città: Matarrese, De Santis, De Fazio, Bonerba e De Bartolomeo, per citare le più conosciute, al Tondo. Anche le lottizzazioni dellOvale riguarderanno soprattutto Matarrese, De Bartolomeo e De Santis. Limpresa Matarrese potrà fare la parte del leone, insieme con Putignano e Rubino, anche nelle maglie di espansione di via Bitritto. Un emendamento inserito allultimo momento eviterà che la lottizzazione Marbella, presentata dallimpresa Matarrese e già adottata, ma non approvata, sulla base delle vecchie norme, ricominci da zero liter negli uffici comunali. Sulla carta tutti i proprietari di aree edificabili potranno beneficiare della liberalizzazione. Fra questi, anche le famiglie dellex sindaco Di Cagno Abbrescia e dellassessore ai Lavori pubblici Simonetta Lorusso, che nella maglia di espansione numero 10, fra Carbonara e Loseto, dovranno però rinunciare ad alcune volumetrie per tutelare la lama. I contrappesi inseriti dallamministrazione comunale non sono di poco conto. Anzi, fanno già storcere il naso a parecchi imprenditori. Piace poco, per esempio, il divieto di lottizzazione per comparti: i progetti dovranno riguardare tutta la maglia. Questo significa che, per ottenere lok del Comune, bisognerà raggiungere il consenso dei proprietari che rappresentino almeno il 51 per cento degli immobili realizzati. Il restante 49 per cento dovrà adeguarsi, pena lesproprio da parte del Comune, ma a prezzi di mercato. Il rischio di blocco, soprattutto nelle maglie in cui la proprietà è molto frazionata, è altissimo. Unaltra perplessità, sollevata anche in consiglio comunale, riguarda il parere vincolante delle Circoscrizioni. Lingegner Vito Bellomo, presidente degli industriali edili della provincia di Bari, plaude, ma non troppo. «Affermare che saranno sbloccati 11 milioni di metri cubi è da libro dei sogni - spiega - Ci vorrà tempo per rimettere in moto il comparto. Ciò che è stato fatto adesso, andava fatto tre anni fa, quando, invece, con il cosiddetto Prisvut, è stato bloccato tutto».