La contesa tra il sindaco Diego Cammarata e il suo ex-esperto Nino Bevilacqua dietro laffare a nove zeri del risanamento I tentativi falliti del Comune e lo "scippo" dellAutorità portuale «Nino, mi devi credere: è unoccasione unica. Certo, gli effetti di questa operazione non li vedremo né io né tu, ma limportante è cominciare». Loccasione «unica», annunciata qualche tempo fa dal sindaco Diego Cammarata allassessore al centro storico Scimemi, riguardava le intenzioni della società "Limit less", che ha sede a Dubai, di investire nel centro storico di Palermo e lungo la costa. Unoperazione portata avanti dal primo cittadino con grandi aspettative e tanta riservatezza. Ma i viaggi negli Emirati e i segretissimi vertici a villa Niscemi non sono arrivati dove Cammarata sperava. Perché, da qualche tempo, degli arabi si sono perse le tracce e lormai ex assessore Scimemi (dimessosi in polemica con il sindaco) non può far a meno di chiosare: «Fin dallinizio, quella di Dubai mi è sembrata uniniziativa campata in aria». Oggi, dunque, in assenza del Comune, è lAutorità portuale a occuparsi del risanamento della costa. E per dare avvio al business del mare, il presidente Nino Bevilacqua, proprio colui che per anni ha affiancato, con la qualifica di esperto, il sindaco Cammarata, è partito dal piano regolatore interno. Ma questo non significa che non avverranno sconfinamenti. LAutorità portuale ha infatti tracciato per il futuro uno scenario che contempla anche interventi in aree «non ricadenti nel demanio marittimo». Davanti alliniziativa di Bevilacqua, lamministrazione municipale non ha potuto fare altro che adeguarsi, non avendo ancora redatto il nuovo Piano particolareggiato per il centro storico e nemmeno le linee guida per risanare la città vecchia. Quando, a dicembre, lassessore Scimemi tentò, a seguito della pubblicazione di un bando, di insediare lo staff di esperti che avrebbe dovuto redigere il Ppe (a presiederlo sarebbe dovuto essere lurbanista genovese Bruno Gabrielli), Cammarata si rifiutò di firmare gli incarichi paralizzando tutto. Oggi due componenti di quella squadra, cioè Maurizio Carta, professore ad Architettura, esperto di pianificazione territoriale, e Cleo Li Calzi, esperta in normative Ue, lavorano per lAutorità portuale al fianco di Bevilacqua. Ma cosa è rimasto del risanamento della costa annunciato dal sindaco pochi giorni dopo il suo insediamento? E soprattutto, chi se ne occupa? Il responsabile, fino allinverno scorso, era il vicesindaco Toto Cordaro dellUdc che però, dopo le dimissioni di Cuffaro e la conseguente crisi regionale, si è fatto eleggere allArs lasciando così la giunta municipale. La sua delega, il "Water front" è tornata a chiamarsi meno suggestivamente "Mare e coste" ed è stata affidata a Lorenzo Ceraulo, assessore tecnico che intanto è finito nel ciclone per il flop della Ztl rassegnando le dimissioni da responsabile del traffico. In attesa di un rimpasto di giunta ormai annunciato da settimane e in considerazione della profonda crisi finanziaria di Palazzo delle Aquile, lesecutivo cittadino va avanti con lordinaria amministrazione che non può certo assicurare un colpo di reni per dare seguito alle tante opere promesse per risanare il litorale. Sono 310 i milioni di euro previsti nel piano comunale per il recupero del mare e della costa ma i finanziamenti disponibili sono meno della metà. Di fatto, sono cominciati i lavori per il disinquinamento della Cala, per il recupero della discarica di Acqua dei Corsari, per il Castello a Mare e per la rete fognaria della zona di Vergine Maria. E a marzo è stato aperto il cantiere per ripulire 220 metri lineari di costa allArenella. Il resto, dal porto turistico di Sferracavallo al parco urbano costiero fra la Bandita e la foce dellOreto è da anni in fase di progettazione o fa riferimenti a enti diversi dal Comune. Per le opere fognarie previste fra lAcquasanta e il fiume Oreto, lappalto è stato assegnato due anni fa ma si attende che la ditta aggiudicataria rediga il progetto esecutivo per far partire i lavori. Col passare del tempo, fanno sempre meno effetto i progetti faraonici ai quali non è seguita finora alcuna iniziativa per realizzarli. Il più suggestivo riguarda la ex Chimica Arenella. Sei anni fa Palazzo delle Aquile annunciò che il gruppo Cipriani, affermata azienda della ristorazione di lusso (sono quelli dellHarrys bar di Venezia e della Rainbow Room di New York), era interessato a risanare larea grazie anche alla mediazione del fotografo di moda Marco Glaviano il quale ci avrebbe guadagnato la possibilità di trasformare in studios alcuni capannoni. In precedenza, nel destino della ex Chimica Arenella era previsto un incubatore dimpresa. Ma la «Miami a Palermo» immaginata da Glaviano è evaporata come la successiva "Fiera delle idee": iniziativa finalizzata alla produzione e allo scambio di tecnologie ad alta specializzazione. Lultima ipotesi, pure quella ormai datata, parla di un interessamento del gruppo Caltagirone. Semmai un privato sintesterà il risanamento della ex Chimica Arenella dovrà accollarsi pure la realizzazione di un tunnel fra la Fiera del Mediterraneo e i capannoni dismessi. Roba da mille e una notte. Roba da emiri. Ma di quelli si sono perse le tracce.