L'emergenza Pompei si aggrava e l'ipotesi di un commissariamento che gestisca anche questa situazione in Campania si fa sempre più concreta. Intanto i sindacati plaudono all'iniziativa del ministro Enrico Bondi. Per la Cgil occorre "riconsegnare la piena titolarità del sito archeologico allo Stato, attraverso una politica di investimenti adeguati in risorse umane e mezzi, garantendo la mission pubblica, la trasparenza e la legalità" Iaia Leoni In attesa che il governo prenda provvedimenti straordinari almeno sul fronte sindacale la situazione sembra distendersi.L'ipotesi del commissariamento incassa favori dall'Ugl come dichiara il coordinatore generale del sindacato Beni Culturali Renato Petra: "Commissariale Pompei è un'ottima idea, ma rischia di non servire se non si fermano i poteri occulti che gravano sugli scavi più famosi del mondo. Gli stessi che hanno mandato a gambe all'aria uno dietro l'altro tre city manager, tra cui anche un generale". Per Petra sarebbe anzi proprio opportuno "sentire i city manager e, magari, assumere come consulente l'ultimo in ordine di tempo". Chiede determinazione e tempestività dell'azione il segretario generale Ugl affinchè si esca dall'empasse che ha reso Pompei "la tomba conclude Petra - delle buone intenzioni e il trionfo dell'abbandono tra soldi non spesi (30 milioni di euro, ndr) e monumenti lasciati in rovina". Il segretario provinciale Fp Cgil di Napoli, Antonio Santomassimo ricorda che è"da anni che la Funzione Pubblica Cgil denuncia lo stato di abbandono nel quale versano gli Scavi archeologici di Pompei e dell'area vesuviana, dovuto sia all'indebolimento della missione pubblica a favore del privato, sia alla scarsa tutela dei monumenti": . "Fp Cgil di Napoli - continua Santomassimo - auspica che lo stato di emergenza promulgato dal Ministro Bondi sugli Scavi di Pompei, non rappresenti un'ennesima operazione di facciata ma l'effettiva volontà di invertire la rotta". "Per fare questo - sostiene il segretario provinciale Fp di Napoli - occorre riconsegnare la piena titolarità del sito archeologico allo Stato, attraverso una politica di investimenti adeguati in risorse umane e mezzi, garantendo la mission pubblica, la trasparenza e la legalità". "Questa è, a nostro avviso - conclude - l'unica strada per restituire dignità, sicurezza, tutela e piena fruizione ad un luogo di cultura tra i più prestigioso al mondo". Intanto è stata sbloccata la vertenza relativa ai pagamenti delle competenze al personale, soprattutto per i custodi che vedevano i loro salari bloccati da vent'anni. A darne notizia sono state Cgil, Uil e Flp. "Il Consiglio di amministrazione della sovrintendenza - informano - ha ratificato l'accordo durante la seduta dello scorso venerdì 4 luglio". Questo significa che saranno definitivamente sospesi tutti gli scioperi che negli ultimi tempi hanno spesso creato fastidi ai visitatori degli scavi andando a pregiudicare ulteriormente un'affluenza che già mostra un chiaro calo per l'emergenza rifiuti. "Tutto questo continuano i sindacati - per non danneggiare l'economia campana in un momento già drammatico che registra il crollo dei consumi culturali". In realtà già da tempo Cgil, Uil e Fpl avevano sospeso questa prassi proprio per evitare ripercussioni finanziare negative. Non è d'accordo, tuttavia, la Cisl che è infatti diventata bersaglio delle critiche dei colleghi di categoria. "La Cisl - denunciano Cgil, Uil e Flp - nonostante l'accordo aggiunto e la decisione positiva del Cda di venerdì, senza preavviso per turisti e visitatori continua a chiudere gli scavi di Pompei con la proclamazione di una serie di assemblee che si ripercuote anche a danno degli stessi lavoratori"