Passa per Caserta e Napoli il destino del patrimonio archeologico, architettonico, paesaggistico e storico del Sannio. Sono tre gli ambiti che investono da vicino la nostra provincia. Benevento è associata a Caserta per ciò che riguarda i Beni archeologici. La Soprintendenza ha sede nella Reggia di Caserta... Passa per Caserta e Napoli il destino del patrimonio archeologico, architettonico, paesaggistico e storico del Sannio. Nei giorni scorsi il Ministro per i Beni e le Attività culturali, Sandro Bondi, ha firmato il decreto che traccia la nuova geografia delle Soprintendenze campane. Sono tre gli ambiti che investono da vicino la nostra provincia. Benevento è associata a Caserta per ciò che riguarda i Beni archeologici. La Soprintendenza ha sede nella Reggia di Caserta. Stesso abbinamento anche per quanto attiene ai Beni architettonici e paesaggistici: Soprintendenza 'Caserta Benevento' con sede a Caserta. Benevento è invece accorpata a Napoli (provincia) e Caserta nell'ambito della Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici. La struttura ha sede a Napoli. Come si ricorderà, il 28 febbraio scorso il ministro pro tempore, Francesco Rutelli, aveva già varato un decreto che individuava la Soprintendenza Caserta Benevento per i Beni archeologici con sede nella Reggia di Caserta, mettendo così fine alla lunga coabitazione con Salerno. Al vertice della struttura fu designato Mario Pagano, già responsabile a Salerno. Il decreto Rutelli fu però ritirato dopo pochi mesi a seguito dei rilievi mossi dalla Corte dei Conti. Si determinò così uno stato di assoluta difficoltà per gli operatori del settore. Il decreto non fu infatti accompagnato da provvedimenti conseguenti in termini di personale, strutture e risorse finanziarie, come denunciò lo stesso soprintendente Pagano in una nota inviata al responsabile della Direzione regionale, Scala. Ma a fare le spese dello stallo era soprattutto il vasto patrimonio archeologico della provincia di Benevento, simboleggiato in maniera emblematica dallo stato di assoluto degrado in cui versa il Teatro Romano, invaso dalle erbacce e privo di qualsiasi manutenzione. Si spera che il nuovo corso ministeriale possa dare risposte concrete al problema, non limitandosi alla mera rideterminazione degli ambiti di competenza delle Soprintendenze campane delineata dal decreto firmato da Sandro Bondi lo scorso 18 giugno. Urgono provvedimenti che siano sostanza al testo governativo, dotando le strutture di quanto è necessario per la tutela del patrimonio archeologico, paesaggistico e culturale delle province campane affinchè non si assista più allo scempio di monumenti visitati da tutto il mondo.