Palermo. Il restauro rappresenta sempre una sfida coinvolgente e mira al ristabilimento dell'unità potenziale dell'opera d'arte purché ciò sia possibile senza commettere un falso artistico o un falso storico. Su questa linea ha operato tutta la squadra di esperti guidata da Adele Mormino, sovrintendente ai Beni culturali di Palermo. I lavori sono partiti il 16 giugno 2003 e in un primo tempo il cantiere è stato aperto al religioso pellegrinaggio dei turisti. Giorno dopo giorno tornava alla luce la Cappella più conosciuta al mondo. Gli interventi di restauro hanno visto all'opera tecnici specializzati alternarsi e lavorare con forte passione per ridare alla chiesa la sacralità di un tempo. Sono state richieste anche consulenze di esperti stranieri per migliorare la riuscita dell'opera. In questo gioiello di architettura c'è finissima ed elaborata decorazione. Le pareti sono interamente tappezzate di mosaici figurati. La navata centrale contiene, in due registri sovrapposti, un ciclo di storie dal mondo fino alla lotta di Giacobbe con l'angelo. Tra gli interventi più delicati quelli relativi alla torre, tornata alla sua splendida immagine originaria che ne fa risaltare i colori. I restauratori sono intervenuti su tutta la superficie muraria per eliminare polvere incrostata e i grassi che si erano depositati. Anche i soffitti lignei sono stati recuperati attraverso nuove e sofisticate tecnologie. La massima attenzione ha riguardato le muquarnas, una sorta di conchiglie che coprono la navata centrale. Hanno un fascino molto particolare, davvero unico. Si tratta di tante fascette che compongono disegni geometrici, stuccate e ridipinte da diversi esperti per riprendere le scene di vita quotidiana, di caccia e di armi. E' stata un'operazione di grande interesse e di grande delicatezza affidata a mani sicure. Il pavimento geometrico nei secoli è stato calpestato da milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo. E la continua fruizione ha fatto saltare molte tessere, alcune portate via anche come souvenir. Le parti mancanti di materiali lapidei sono state integrate da nuove malte differenti dagli originali per evitare confusione in un lontano futuro. Il restauro ha interessato anche la parte esterna del complesso. Sono stati rifatti i tetti per evitare infiltrazioni di acqua piovana. Chi ha potuto visitare la Cappella Palatina nel corso dell'apertura del cantiere ha avuto la sensazione di effettuare un salto nel tempo, come a rivivere l'atmosfera medievale. In ogni scanalatura ed intaglio albergano le diverse culture che hanno realizzato questo incredibile "scrigno religioso". Il cantiere ha intrecciato competenze ed esperienze, un impegno di professionalità. V. P.
SICILIA - L'antico scrigno recuperato dentro e fuori
Il restauro della Cappella Palatina di Palermo è stato un'operazione complessa e delicata. La squadra di esperti guidata da Adele Mormino ha lavorato con passione per ridare alla chiesa la sua sacralità originale. I lavori sono iniziati il 16 giugno 2003 e hanno visto l'intervento di tecnici specializzati e consulenze di esperti stranieri. La decorazione interna è stata restaurata, con la ripristinazione della torre e dei soffitti lignei. Le muquarnas, con le loro conchiglie geometriche, sono state ripristinate con grande delicatezza. Il pavimento geometrico è stato restaurato, con l'integrazione di nuove tessere per evitare confusione in futuro.
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