Potrebbe essere costretto a lasciare la presidenza del Consiglio per i beni culturali INCONTRO decisivo oggi tra il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi e Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale di Pisa e presidente del Consiglio superiore per i beni culturali, in questi giorni nell'occhio del ciclone soprattutto dopo aver scritto un articolo (apparso sul Sole 24 Ore) sui tagli decisi dal ministero. Sul piatto della bilancia c'è la permanenza di Settis alla guida del Consiglio dei beni culturali. In particolare la polemica riguarda il professore e il sottosegretario Francesco Giro, che non ha apprezzato il pezzo sul quotidiano economico nel quale Settis denunciava con preoccupazione i tagli operati dal governo nel settore dei beni culturali. «Il professore - precisa Giro - avrebbe fatto meglio a proporre e sviluppare le sue critiche nell'ambito delle prerogative che gli sono state affidate nel momento in cui il ministro Bondi gli ha confermato la propria fiducia alla guida del Consiglio superiore». Inoltre il sottosegretario ha definito «lacerato irrimediabilmente» il rapporto tra il ministero e Settis. Intanto nella stessa maggioranza di governo emergono pareri discordanti. Gabriella Carlucci di Forza Italia invita il professore a dimettersi, «non tanto per aver esercitato il sacrosanto diritto di critica, ma per averlo fatto in sedi improprie e per aver palesemente dimostrato di non condividere la linea di rilancio delle attività culturali disegnata dal ministro Bondi». Settis è invece «insostituibile» per il capogruppo del Pdl in commissione cultura alla Camera e responsabile culturale di Alleanza nazionale, Fabio Granata: «Dobbiamo fare ogni sforzo perché il governo dimostri coerenza con le sue enunciazioni programmatiche ed il mondo della cultura, Settis in testa, dobbiamo averlo al nostro fianco».