MERCOLEDÌ, 09 LUGLIO 2008 IL TIRRENO - Toscana La giunta ideale? Con Lippi e Jovanotti Dentro Pierangelini come assessore alla buona tavola CASALE MARITTIMO. E' appena tornato da Salemi, Oliviero Toscani. L'amico Vittorio Sgarbi, neo sindaco della cittadina siciliana, l'ha voluto assessore ai diritti umani, comunicazione, creatività e ambiente. E lui ha accettato con entusiasmo e, nonostante i postumi di una brutta caduta da cavallo, vola da Roma a Salemi, da Pisa a Parigi, mentre la moglie Kirsti lo rimprovera: «Oliviero, fermati, riposati». Lui non si ferma: «Bisogna rimboccarci le maniche, basta affidarsi ai politici», dice. Lo incalziamo: Salemi è lontana, la Toscana è qui. Mettiamo che un giorno il presidente della Regione Claudio Martini la chiami: «Oliviero, che assessori nomineresti per governare la Toscana?». Toscani non ci sta: «A Martini non ho consigli da dare. Il presidente della Regione lo farei volentieri io. E Martini sarebbe l'unico politico che nominerei assessore nella mia giunta. Per il resto mi affiderei a creativi, critici d'arte, gente capace. Basta con i politici, gli avvocati...». Una giunta con la testa sulla luna. «Sbaglia. Gli artisti sono creativi ma non hanno affatto la testa sulla luna. Leonardo da Vinci minacciò di non portare a termine L'ultima cena, se non lo avessero pagato». Però salva Martini. «Perché è un politico che ama Mozart, la musica, la bellezza. Una rarità». Che assessorato gli affiderebbe? «Lo stesso che Sgarbi ha affidato a me: diritti umani, creatività e comunicazione. Martini è l'uomo di San Rossore, dei meeting sui diritti umani, del Social Forum». Martini, e poi? «Beppe Grillo. Lui che è un grande picconatore dei santuari di potere e dei luoghi comuni potrebbe essere uno straordinario assessore alla semplificazione. Via leggi inutili e funzionari Azzeccagarbugli. Lo Stato deve essere giusto ma anche semplice. Io a Casale Marittimo è otto anni che attendo l'ok per un progetto realizzato da grandi architetti di Milano. Otto anni, ha capito?». Urbanistica, territorio? «Lo trasformerei nell'assessorato alla bellezza. La Toscana è bella e va difesa. Mi piacerebbe che di urbanistica, piani regolatori, edilizia si occupasse Jovanotti, un cantautore che unisce poesia e musica, che ama il bello e ha un animo delicato e un forte gusto estetico. Solo i poeti e i musicisti ci possono salvare dall'assalto del cemento e dalle bruttezze di chi costruisce». Lavoro e istruzione? «E' l'assessorato al futuro. L'uomo giusto potrebbe essere Renato Soru». Perché? «Ha inventato Tiscali: istruzione e lavoro. E' imprenditore ma anche colto». Energia, rifiuti, ambiente? «Vorrei un assessorato alla gestione tecnologica e lo affiderei a Gennaro Di Michele, dirigente Enel per la ricerca, molto bravo». Non vedo il nesso con energia e rifiuti. «E' chiarissimo. La tecnologia può risolvere i problemi energetici e dei rifiuti. Che vanno gestiti in maniera razionale. Basta con le dispute in politichese discariche si e inceneritori no o viceversa. Basta con l'ideologia, sì alla tecnologia. Occorre trovare le soluzioni tecnologicamente più avanzate e rispettose dell'ambiente». La sanità? «Che brutto nome, evoca ospedali, camici bianchi, malattie. Vorrei invece un assessorato al benessere fisico e alla felicità». Chi ci metterebbe come assessore? «Marcello Lippi». L'allenatore dell'Italia? «Sì, proprio lui. E' il ritratto vivente del benessere. E' uno che sta bene, vitale, in forma. In più sa come si gestisce un gruppo, è equilibrato, infonde fiducia. Ha saputo costruire la squadra di calcio campione del mondo. Ecco vorrei che ora costruisse la migliore squadra al mondo di medici e infermieri». La Toscana è una terra piena di opere d'arte, musei, beni architettonici. «Per gestirli il numero uno è indubbiamente Salvatore Settis. Lo abbiamo in casa, è rettore della Normale di Pisa: cosa aspettiamo a chiamarlo per affidargli la conservazione dei nostri beni artistici? Dobbiamo essere consapevoli che la Toscana non è bella tanto per la sua natura, ma per come gli uomini hanno saputo costruire nei secoli». E la cultura? «Il giornalista Francesco Merlo sarebbe un ottimo assessore. Possiede una cultura raffinata, abita a Parigi ma viene spesso in Toscana. L'uomo giusto per dare alla cultura toscana un'impronta europea e farla uscire da un certo provincialismo becero e campanilistico». La Toscana è anche la terra del vino, dell'olio, dell'agricoltura di qualità. «Certo, ci vuole un assessore alla qualità dell'alimentazione. La tavola si difende a partire dall'agricoltura e l'agricoltura va gestita pensando alla tavola». Assessore? «Fulvio Pierangelini, patron del Gambero rosso, numero 1 dei ristoranti in Italia e uno dei più quotati al mondo. Un grande chef è tale se le materie prime sono di qualità. Pierangelini può rilanciare agricoltura e gusto toscano».