Spiega Raffaele De Marinis, docente di Preistoria e referente dei campi di scavo: «Andremo a Lavagnone di Desenzano del Garda, un sito inframorenico con reperti storici e protostorici, e a Forcello di Bagnolo San Vito, pochi chilometri e a sud di Mantova, un abitato etrusco del VI-VII secolo avanti Cristo». Quindici studenti per ogni sito, i praticanti archeologi impareranno anche a usare lapparecchiatura tecnica. Come il teodolite, unottica a cannocchiale per fare rilievi topografici, e la stazione elettronica totale, oltre a strumenti più semplici ma fondamentali come la cazzuola inglese a lama romboidale. «Si fa fatica ma è unesperienza molto formativa e le soddisfazioni non mancano - aggiunge De Marinis - a Forcello, per esempio, stiamo portando alla luce i resti di una casa di 160 metri quadrati e abbiamo rinvenuto un cratere attico a colonnette a figure nere ridotto in 500-600 frammenti, un reperto raro e importante». Per rimanere nella cultura del passato, dal 24 al 30 agosto la Cattolica organizza la seconda edizione della scuola di studi danteschi a Ravenna, nella città che il sommo poeta scelse come ultimo rifugio e che ancora custodisce le sue spoglie. «Seminari didattici e lectio magistralis: il corso attrae laureandi e dottorandi specialisti della Divina Commedia - spiega Roberto Brambilla, referente della Summer school alla Cattolica - riceviamo 60 domande per 40 posti, lanno scorso si sono iscritti anche studenti da Stati Uniti, Siberia, Belgio, Serbia e Lussemburgo. Le lezioni si svolgeranno vicino a SantApollinare e gli allievi potranno anche esporre ricerche proprie, edite o inedite».