Riapre la Cappella Palatina restaurata dal mecenate tedesco, ma questa riapertura è come il via a una corsa rimasta finora troppo a freno: la corsa siciliana alla collaborazione pubblico-privato per la gestione dei beni culturali. Via libera che vede tutti disponibili, anche se con qualche clausola. Dal presidente del Senato Renato Schifani («certamente non daremo ai privati la Valle dei Templi!») al presidente dell'Ars Francesco Cascio («tempi economicamente difficili, diamo alla Fondazione Federico II la gestione di altri beni, l'itinerario notturno di Palazzo dei Normanni, anzi, chiederò di affidare alla Federico II la Palazzina Cinese che riaprirà a ottobre»). Tutti pronti, dal presidente della Regione Raffaele Lombardo («grandi gruppi della distribuzione, dell'energia, si sono dichiarati disponibili a investire nei restauri»), al più convinto di tutti, l'assessore regionale ai Beni culturali Antonello Antinoro il quale fa un esempio: «Ci sono siti in Sicilia, siti minori, che registrano 28 visitatori ogni venti giorni, è possibile? Vogliamo invece 28 visitatori ogni venti minuti. I nostri gioielli vanno trattati al meglio e devono produrre economicamente, porte aperte a chi vorrà investire in Sicilia nei Beni culturali». Favorevole il presidente Schifani: «Bene affidare la gestione del nostro patrimonio culturale ai privati, ma a condizione che il pubblico sia all'altezza di monitorare e controllare tale gestione, che eventualmente dovrà essere in grado di rescindere». Molto preoccupato dal forfait economico della Fondazione Federico II, il presidente dell'Assemblea regionale siciliana Francesco Cascio ha fatto un elenco dei possibili compiti ulteriori da affidare alla Fondazione con l'obiettivo dì risollevare le sue casse: «Penso a nuove prospettive di rilancio, ad altre attività, alla gestione di siti straordinari e non solo la Palazzina Cinese. Chiederò ufficialmente di ampliare i servizi della Fondazione a Palazzo dei Normanni, un itinerario turistico che porti i visitatori alle cripte, ai giardini reali oppure allo stesso tesoro del Palazzo Reale che è attualmente conservato in più di cento casse ubicate nei sotterranei».