Raggi di luce e sciabolate d'oro, nuove tessere di mosaico per scene religiose e bevitori, per giaguari e immagini di santi, per piccoli giocolieri e per la colossale mezza figura del Cristo Salvatore. Di nuovo limpidi e brillanti, il sacro e il profano stanno insieme, il mondo è qui pieno di scene gioiose e dottrinali, concluso e perfetto nella Cappella Palatina che riapre dopo il restauro. Si entra da venerdì e per evitare danni non si camminerà più sull'antica pavimentazione rimessa a nuovo e consolidata, ma su passerelle di legno rivestite di feltro. Ieri a Palazzo dei Normanni, Sala Gialla, l'annuncio della riapertura con tutti i protagonisti della Cappella ritrovata. Vertici regionali e alte cariche dello Stato, tecnici, progettisti, e il mecenate-imprenditore tedesco Reinhold Wurth che ha finanziato con 2,5 milioni il recupero della «chiesa più bella del mondo», «il più sorprendente gioiello religioso pensato da mente umana». Restauro portato a termine in ottocento giorni che hanno rinviato la Cappella del palazzo reale siciliano ai tempi dei cantieri medievali. Maestranze che spaccano tessere e le collocano con modernis-sime malte, ma anche ultraspecialisti della conservazione del legno che studiano un sistema per ricreare il «microclima adatto» intorno al soffitto di preziosi legni intagliati, le muqarnas. Gli intagli sono intervallati da piccole volte in legno che ora è possibile sollevare - intervenendo dai sottotetti - in modo da rendere l'ambiente a misura di opera d'arte. «Da vent'anni non si vedeva così la Cappella Palatina, salvata dai danni del terremoto 2002, così bella e senza ponteggi nel soffitto»: fra la folla con gli occhi in alto, ammirano i mosaici l'arcivescovo Paolo Romeo, i presidenti del Senato Renato Schifani, della Regione Raffaele Lombardo e dell'Ars Francesco Cascio, l'assessore ai Beni culturali Antonello Antinoro, la sovrintendente ai Beni culturali Adele Mormino, il progettista e direttore dei lavori Guido Meli, il ciantro del Capitolo della Cappella monsignor Francesco Masi e il parroco vicario Giuseppe Trapani. Un appassionato d'arte e della Sicilia, Reinhold Wurth, titolare della omonima Fondazione che espone a Palazzo dei Normanni i pezzi prestigiosi delle sue collezioni, fa un omaggio all'Isola: «Per visitare i beni culturali della Sicilia occorrerebbe un anno di vacanza». Il presidente Schifani si dichara «emozionato» di fronte allo spettacolo della Cappella. Raffaele Lombardo parla di «sinergia vincente pubblico-privato». E Vittorio Sgarbi, neosindaco di un paese che non ha Cappella Palatina, annuncia cose clamorose: «Farò di Salemi un luogo obbligato di passaggio e di sosta per tutti coloro che verranno in Sicilia».