II Fai, Fondo Italiano per l'Ambiente, cambia punto di vista: il suo quarto censimento nazionale (I luoghi del cuore) ha infatti come slogan un significativo "Cancelliamo insieme le brutture d'Italia». Negli anni passati erano state raccolte segnalazioni di luoghi talvolta in pericolo, ma belli, da apprezzare. Questa volta si chiede invece «a tutti coloro che amano il nostro patrimonio artistico, naturale e architettonico di segnalare le brutture che macchiano la nostra bellissima Italia. Di indicare cioè proprio quei luoghi che fanno male al cuore perché l'intervento dissennato dell'uomo ne ha rovinato un equilibrio a volte secolare». A Chieti e provincia non c'è che l'imbarazzo della scelta. Gli ecomostri abbondano. A volte costruzioni (un paio di esempi: il "palazzaccio" di Bucchianico, ferita mortale per un bellissimo paese; palazzo Verlengia e la progettata nuova biblioteca accanto ai tempietti romani a Chieti), a volte orripilanti scelte (piazza Vittorio Emanuele II ridotta a uno squallido parcheggio; centro storico teatino deturpato da insegne inadeguate e soffocato dalle auto, ecc), o ancora lavori mai conclusi e così di seguito. «Piccole e grandi dimostrazioni - scrive il Fai - di come uno sviluppo non pensato e progettato con coerenza danneggi continuamente i luoghi in cui viviamo. E noi finiamo per diventare due volte vittime: non solo perché il paesaggio che abbiamo negli occhi e nel cuore è pieno di queste ferite, ma anche perché talvolta finiamo addirittura per non accorger-cene nemmeno più». Il censimento del FAI è l'occasione per tornare a guardarci attorno con maggiore attenzione. Partecipare è semplice. Ogni informazione è sul sito www.iluoghi-delcuore.it. I siti prescelti hanno consistenti speranze di ottenere finanziamenti per essere risanati. Cominciamo a guardarci intorno. Può valerne la pena.