C'è un piano nel futuro della Valle. Adottato lo scorso maggio, dopo qualche polemica che ha portato a dover stralciare la parte riguardante la viabilità, il piano del Parco, voluto dalla legge regionale che ha costituito il Parco della Valle dei Templi, costituisce adesso la base del rilancio del sito archeologico della Magna Grecia più visitato. «La Valle dei Templi è un mito. I suoi giardini, la sua struttura, la sua rete urbana sono dei modelli presentati in tutti i testi del mondo che si occupano di queste cose e sono studiati in tutte le università», ha osservato il professore Giuseppe Barbera, del Consiglio del Parco della Valle dei Templi, intervernendo al convegno sul piano del parco organizzato da Legambiente nella Casa Sanfilippo. Anche per tali ragioni, così altamente culturali, secondo Massimo Muglia, il vice Sindaco della città, «è necessario che il polo universitario agrigentino e l'ente parco collaborino per la valorizzazione del sito secondo lo spirito del piano che vuole appunto meglio salvaguardare i canoni di bellezza, di armonia che qui la civiltà greca classica ha espresso al meglio e che ancora destano l'ammirazione dell'uomo contemporaneo, come testimoniano le centinaia di migliaia di visitatori che preferiscono ancora la nostra splendida valle». Per il vice presidente dell'ente Parco Teresa Cannarozzo «arrivare alla definizione del piano non è stato semplice. Abbiamo esaminato moltissime proposte. Alla fine forse non abbiamo il piano migliore, ma quello che abbiamo ci mette in grado di realizzare alcuni servizi persino per i bambini, per rilanciare un turismo culturale dove si registrino presenze più numerose e per un maggior numero di giornate». Il convegno si è svolto nella stessa giornata in cui è rimbalzata la dichiarazione dell'assessore regionale ai beni culturali, Antonello Antinoro, sulla possibilità di affidare la gestione della Valle dei Templi ai privati. La presidente dell'ente parco, Rosalia Camerata Scovazzo, non nasconde il proprio disagio: «Non siamo stati consultati sull'argomento. Devo dire che sulla questione non so niente. Ho letto sui giornali queste novità, ma certo non basta per potere esprimere un giudizio. Comunque, i privati potranno avere un ruolo importante grazie al piano Parco. Alcuni servizi verranno dati in concessione a privati in modo anche che i cittadini si riaffezionino al proprio territorio. Poi c'è una parte che non può essere delegata, che è quella della tutela e della manutenzione, che deve essere gestita dagli specialisti e da settori pubblici». Molti esponenti di associazioni culturali che collaborano con l'ente parco, come il Fai, il consorzio turistico Valle dei Templi, Legambiente hanno espresso il proprio dissenso intorno alla proposta dell'assessore Antinoro. «Non si devono inventare cose nuove. Abbiamo la legge quadro che ha istituito il parco che stabilisce che i privati possono sostenere le attività di gestione di questo bene. Noi contribuiamo gestendo la Colimbetra. Ma il privato deve dare al pubblico e non prendere per fare i propri affari», dichiara Peppe Lo Pilato, del Fai di Agrigento. Secondo Gaetano Pendolino, presidente del consorzio turistico: «Un ristorante può essere meglio gestito dal privato, ma la tutela dell'area no».