IL CASO Un pezzo di storia del centro storico abbandonato all'incuria: rifiuti di ogni tipo e sterpaglie Uno spettacolo indecoroso. Un monumento che racconta più di 900 anni di storia affonda in un tappeto di rifiuti e sterpaglie. Benvenuti al Castello Normanno Svevo uno dei simboli di Bari: la fortezza che «difende» la città vecchia è un monumento ai degrado. I turisti - crocieristi in testa quando si avvicinano fotografano il fossato e non le mura. Già, perché basta abbassare lo sguardo per rendersi conto della situazione di abbandono in cui versa il secondo monumento più importante della Puglia di proprietà del Ministero dei Beni culturali. Sedie, lattina di bibite, carte, rifiuti e sterpaglie. Ecco come raccontiamo la nostra città, la nostra arte ai turisti in visita. Ogni giorno, armati di macchina fotografica, immoratalano quelle immagini della vergogna interrogandosi magari sul perché di tutto questo. Le spiegazioni sono due: la prima è l'inciviltà i chi scambia per pattumiera il fossato del Castello; la seconda è l'incuria di chi avrebbe il dovere di mantenere questo gioiello in condizioni apprezzabili. E qui entra in gioco la Soprintendenza che, non a caso, ha la sede proprio all'interno del Castello, qualcuno potrà rivendicare - giustamente - la mancanza di fondi o difficoltà economiche in generale. Ma se i rifiuti sono colpa degli incivili, le sterpaglie probabilmente sono frutto della scarsa manutenzione che il prato del Castello richiede. Fino a un anno fa, ad esempio, l'Amiu - su indicazione del sindaco - eseguiva volontariamente e gratuitamente i lavori di pulizia e manutenzione del fossato del Castello. Un «omaggio» dell'amministrazione alla Sovr intendenza, o meglio una gentile risposta a una richiesta. Adesso, però, tutto ciò non avviene. Non sappiamo se la Sovrintendenza abbia o no provveduto ad incaricare una ditta di sua fiducia: ma a giudicare dalla situazione in cui versa il fossato, o la ditta none siste oppure non si «affaccia» da diverso tempo. La valorizzazione dei nostri monumenti, quindi l'esaltazione di quel patrimonio culturale troppo spesso bistrattato da noi stessi, parte anche da queste piccole cose. Vedere un castello ordinato, pulito e magari illuminato (sarebbe interessante capire che fine ha fatto il progetto di illuminazìone) di certo ha un impatto diverso con i turisti e probabilmente con noi baresi. IL Castello svevo, nonostante tutto, è il secondo monumento più visitato della Puglia (parlami di immobili di proprietà dei Beni culturali). Le statistiche del Ministero hanno registrato l'anno scorso 58.854 presenze (di cui poco più di 20mila paganti): il sito barese è secondo dopo Castel del Monte che «batte» i record regionali con le sue 183mila presenze. Non molto entusiasmanti ì dati di quest'anno: la settimana della cultura (si è svolta dal 25 al 31 marzo) ha registrato un calo di presenze nel nostro Castello pari a circa il 12 per cento rispetto all'anno scorso.