Ignorate le norme di sicurezza nei cantieri della Soprintendenza Incidente a San Paolo Belsito: marocchino schiacciato e ucciso da un muro I ponteggi sono lì da tempo, lungo la facciata laterale di Palazzo Reale. Sembrano far parte del paesaggio. I napoletani che percorrono via Acton neppure li notano più. Ma gli operai che su quei ponteggi passano agilmente da un livello allaltro, che salgono e scendono scale, che si spostano da un lato allaltro scardinando il vecchio bugnato e rifacendolo nuovo, non li si vede di frequente. E quando li si vede, come ieri, li si trova in molti casi senza casco e cinture di sicurezza, senza quei sistemi di protezione che sono obbligatori e che, quando non ci sono, fanno scattare le denunce. Le foto che qui pubblichiamo - e che riguardano il cantiere delle imprese Materazzo srl, Materazzo restauri srl e Giosuè Di Palo costruzioni srl - raccontano linosservanza di norme per la sicurezza sui luoghi di lavoro. Intanto in provincia di Napoli si registra un altro incidente mortale sul lavoro. A San Paolo Belsito, durante lo scavo per le fondamenta di una abitazione, un immigrato marocchino - Amghit El Mamhun, 42 anni - con permesso di soggiorno e regolarmente assunto dalla ditta edile di San Gennaro Vesuviano, è stato schiacciato e ucciso da un vecchio muro di contenimento. Accanto al corpo senza vita, il casco protettivo: non è chiaro se loperaio lo indossasse al momento del crollo. I carabinieri indagano ora sul rispetto delle norme di sicurezza. Norme eluse qui, lungo la facciata laterale di Palazzo Reale, a trenta passi dalla prefettura. Il sole picchia e portare il casco aggiunge sofferenza alla fatica degli operai. Ma gli salva la vita, in caso di incidente. «Per ogni cantiere a Palazzo Reale abbiamo un responsabile per la sicurezza, diamo disposizioni perché le norme vengano rispettate, perché non sia messa a rischio lincolumità dei lavoratori. Ma è difficile convincere gli operai ad indossare i sistemi di protezione» racconta larchitetto Donato Calicchio, responsabile del restauro di Palazzo Reale. Dove ad ogni svolta ti imbatti in un cantiere. Nel cortile principale, ad esempio, una gru mobile tira su fino al tetto delledificio delle gigantesche travi di legno: «Stiamo consolidando i solai dei sottotetti, risultati in parte fatiscenti» racconta Calicchio. E spingendo lo sguardo in alto, verso le impalcature che si intravedono a stento dal livello stradale, ecco anche lì operai senza alcuna protezione. La Soprintendenza per i beni architettonici conta, dentro il monumento di piazza del Plebiscito, una decina di cantieri. Da quelli per la realizzazione di ascensori per i disabili a quelli per limpianto antincendio. Dal sistema di climatizzazione del Teatro di Corte al restauro che interessa le scuderie borboniche, già utilizzate durante il G7, ed ora - rifatti gli impianti elettrici e di ventilazione - destinate a diventare un nuovo, prestigioso, spazio espositivo. Poi gli interventi che interessano il terrazzo pensile e il ridisegno dei giardini "tagliati" per fare posto al campo da tennis dei Savoia. Nonché la ricostruzione del ponte di ghisa che a fine '800 collegava il terrazzo del giardino pensile allappartamento storico.