«Questa mattina invierò il dossier che abbiamo già dato all'Unesco anche al ministro Prestigiacomo. Deve ricandidare i Campi Flegrei. Non si può perdere questa occasione per colpa dei rifiuti». L'assessore provinciale Francesco Borrelli è convinto che lo stop all'annessione alla World Heritage List sia solo momentaneo. «L'anno prossimo ripresenteremo la candidatura al ministero dell'Ambiente, sperando che la faccia sua. Del resto i Campi Flegrei sono un patrimonio unico al mondo. E questa volta, oltre sull'aspetto paesaggistico, punteremo anche su quello culturale. E del resto se l'Unesco lo avesse voluto bocciare, lo avrebbe fatto, non invitandoci a ritirare la candidatura». Dal ministero dell'Ambiente per ora non trapela alcun commento ufficiale. Stefania Prestigiacomo, responsabile del dicastero, ufficiosamente ha fatto sapere che la candidatura, sponsorizzata fortemente dal predecessore Pecoraro Scanio, dovrebbe essere riproposta. Resta da vedere se non si farà avanti qualche altrà località. La tutela Unesco è un'occasione ghiotta di sviluppo e promozione turistica ed economica, purtroppo in Campania non sempre capita, nonostante i cinque siti presenti già nel patrimonio dell'umanità (Parco del Cilento, Costiera Amalfitana, aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata, Reggia di Caserta e centro storico di Napoli). Ogni nazione può avanzare all'Unesco una candidatura per i beni culturali e una per quelli paesaggistici. I Campi Flegrei rientravano proprio in questa categoria. Al congresso del World Heritage List, in programma sino a giovedì a Quebec City, in Canada, saranno presentati 13 siti naturali (e 34 culturali per un totale di 47 località nel mondo). Oltre a 30 beni dell'umanità attualmente in pericolo. Ma è solo il passo conclusivo di mesi di lavoro. E purtroppo all'Unesco in questi mesi hanno monitorato, con preoccupazione, il bombardamento mediatico sulla situazione spazzatura. Le montagne di immondizia apparse in tv, sul web e sui giornali di tutto il mondo a Napoli e nelle località flegree e vesuviane hanno impressionato negativamente l'organismo dell'Onu che promuove la cultura, l'educazione e la scienza. Insomma, finita l'emergenza rifiuti non ci dovrebbero essere problemi. Ma sulla candidatura dei Campi Flegrei e della Gaiola pesa come un macigno anche la pessima situazione del centro storico napoletano. In autunno arriverà una speciale commissione dell'Unesco per fare il punto della situazione. A Parigi sono molto preoccupati per le gravi lacune dell'amministrazione nella gestione del centro antico ed è pronto un supplemento d'istruttoria. «Evidentemente a Parigi leggono le carte e a Napoli no, non so cosa dire» polemizza Tiziana Iorio, presidente del comitato centro antico. «È da tempo che abbiamo denunciato certe mancanze dell'amministrazione comunale nella gestione del centro storico. Anzi dirò di più: a noi le polemiche, le proteste, non interessano. Abbiamo fatto tante proposte, nero su bianco. E l'Unesco le ha lette e si è dimostrata interessata. Tanto che saremo presenti anche noi agli incontri dei commissari Unesco con i vari enti».
CAMPANIA - Ritirata la candidatura dei Campi Flegrei, pressing sul ministero per un'altra possibilità
La candidatura dei Campi Flegrei alla World Heritage List è stata inviata al ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e all'Unesco. L'assessore provinciale Francesco Borrelli è convinto che lo stop all'annessione sia solo temporaneo. La candidatura punterà anche sull'aspetto culturale. L'Unesco ha già espresso interesse per la candidatura, ma la situazione del centro storico di Napoli è ancora problematica. Una commissione dell'Unesco arriverà in autunno per fare il punto della situazione. La presidente del comitato centro antico, Tiziana Iorio, afferma che l'Unesco ha letto le proposte e si è dimostrata interessata.
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