Confindustria: la nuova legge azzera il dialogo con i Comuni Prima il centrodestra e un pezzo di sinistra (Rifondazione), ora tocca a Confindustria. La legge urbanistica è solo al via libera parziale in commissione ma innesca nuove polemiche sul futuro del governo del territorio in Sardegna. «C'è il rischio concreto di limitare l'autonomia degli enti locali nella pianificazione del proprio territorio, con la violazione dell'articolo 118 della Costituzione », scrive in un comunicato Confindustria Sardegna. «È la norma che sancisce il principio di sussidiarietà, secondo il quale le funzioni amministrative sono attribuite in prima battuta agli enti locali ». E «si viola anche il principio di concertazione e leale collaborazione tra la Regione e gli enti locali». NORME NEL MIRINO. Il presidente degli industriali Gianni Biggio chiarisce di aver formulato il proprio giudizio negativo «sull'articolato illustrato prima dei nuovi emendamenti della Giunta». Ma il parere sulle norme aggiunte in settimana è sulla stessa lunghezza d'onda: «La discrezionalità riservata alla Regione per le variazioni del Piano paesaggistico è evidente ». Nel mirino finisce poi l'articolo 13: «Vorrei capire quali saranno le banche che potranno finanziare gli investimenti urbanistici, quando vengono fissate a priori incertezze incredibili». La norma riguarda l'adozione dei piani urbanistici comunali e l'inefficacia degli «strumenti di pianificazione sottordinati » incompatibili con i piani generali. REFERENDUM IN BILICO. «Con la nuova legge, si introduce una nuova procedura per l'approvazione del Piano paesaggistico», fa notare Biggio, «e di fatto si svuota di significato e di valore il voto che gli elettori sardi saranno chiamati a esprimere il 5 ottobre prossimo». In ballo c'è il referendum abrogativo sulla legge numero 8 del 2004, la cosiddetta "Salvacoste", che fissa in qualche modo l'impianto normativo del Ppr. Per Confindustria «c'è anche un tentativo di sanare le molteplici illegittimità e incongruenze del Piano paesaggistico ancora al vaglio della magistratura amministrativa ». Questo perché «si prevede che il Piano conservi validità e efficacia fino all'approvazione di un nuovo Ppr». «RISCHIO DI UN ARBITRIO». Biggio sostiene che la Giunta si riservi «sempre la facoltà di rivedere le fasce di rispetto attorno ai beni paesaggistici e identitari, con il rischio che questa facoltà si trasformi nella prassi in un arbitrio ». Da qui l'auspicio degli industriali sardi che «i referenti politici, istituzionali ed economici della Sardegna guardino con la massima attenzione al provvedimento in esame». Si confida negli «emendamenti al testo che consentano di pervenire a soluzioni equilibrate e coerenti, con gli obiettivi di sviluppo sostenibile e di partecipazione condivisa e responsabile al governo del territorio ». PRIMO VOTO. La quarta commissione del Consiglio regionale ha approvato venerdì l'articolato della legge urbanistica, che ora è stato trasferito al Consiglio delle autonomie locali, chiamato a esprimere un parere obbligatorio ma non vincolante. Tra dieci giorni il testo tornerà in commissione per il voto finale. A quel punto il progetto di legge arriverà sui banchi dell' "aula massima" di via Roma. Potrà ripartire l'iter degli emendamenti prima dell'approvazione finale. «C'è tutto il tempo per apportare ogni tipo di correzione», aveva subito affermato il presidente della commissione urbanistica Stefano Pinna. I paletti fissati da Rifondazione («Serve una condivisione ampia da parte di tutta la maggioranza») sembrano avere chiuso le porte a un'approvazione lampo prime delle ferie estive.