Pompei. Sono almeno quattro i nomi sul tavolo di Bondi. Tra loro si dovrà individuare quello del commissario da inviare a Pompei per salvare dalla rovina gli scavi della città antica. «Stretti i tempi della nomina: entro mercoledì si decide - rivela il sottosegretario ai Beni Culturali, Francesco Maria Giro - ma stiamo valutando ancora il nome. Sceglieranno Bondi, Bertolaso e Letta. Sarà una scelta articolata. È certo che non sarà un professore o un esperto della materia, ma un uomo delle istituzioni, con un forte profilo istituzionale, con una grande esperienza nell'ambito dell'amministrazione dello Stato. Insomma non sarà un accademico ma una persona chiamata a mettere ordine con poteri prefettizi sulla sicurezza e sui rapporti, anche quelli con i sindacati». Niente nomi, anche se con insistenza si fa quello del prefetto Mori, ex generale dei Ros. Un nome non confermato ma nemmeno smentito dal capo di gabinetto del ministero, Salvatore Nastasi, l'uomo che ha fortemente lavorato per la soluzione del commissariamento. Una soluzione approvata anche da Vittorio Sgarbi: «Lo avevo detto anche al ministro Bondi tempo fa - ha affermato il neo sindaco di Salemi - La situazione era ormai insostenibile». Attesa, dunque, a Pompei il giorno dopo che le principali agenzie hanno battuto la notizia che per il sito archeologico più famoso del mondo era stato «dichiarato lo stato di emergenza per un anno». Certo, di quel provvedimento nato «in seguito al perdurante stato di incuria e di degrado in cui versa da lungo tempo il sito», si parlava già da alcuni giorni. Ma nessuno pensava che sarebbe arrivato tanto in fretta. Presto verrà a Pompei anche Bondi. Per toccare con mano, per valutare la situazione. «Doveva venire ben camuffato con barba e cappello il ministro, e non adesso ma qualche mese fa, quando ancora non si sapeva niente della decisione di mandare un commissario per l'area archeologica: ne avrebbe visto delle belle girando negli scavi, là dove non passano i turisti» dicono i sindacalisti. Verrà, dunque, Bondi. Il ministro ha, infatti, messo subito in agenda una visita agli scavi: il 18 luglio (o il 22) in compagnia di Nastasi e del nuovo commissario. «Manco da quella città da almeno otto anni - sottolinea Bondi - c'ero stato con mia moglie. Adesso urge la necessità di adottare un provvedimento del genere. La relazione del prefetto di Napoli mi ha presentato una città che versava in condizioni orribili. Il provvedimento è sì straordinario ma credo fosse atteso non solo da Napoli e da Pompei, ma da tutti coloro che amano la cultura di questo Paese». Insieme al ministro ci sarà il suo staff al completo, un esperto di restauri, la senatrice campana Diana De Feo, il soprintendente archeologo Pietro Giovanni Guzzo e il neo commissario straordinario per gli scavi. I poteri speciali che saranno assegnati al commissario straordinario agli scavi si limiteranno all'ordine, alla sicurezza pubblica e al controllo circa l'attività amministrativa del sito archeologico. Non sono in discussione le competenze in materia di tutela da parte del soprintendente responsabile di Napoli e Pompei, Pietro Guzzo. «Aspettiamo - dicono Cisl, Uil, Cgil, Ugl e Unsa, i sindacati rappresentanti i Beni Culturali a Pompei - Certo è che avevamo denunciato lo sfacio e il degrado da molto tempo. Vediamo chi sarà il commissario e poi faremo le nostre valutazioni».
CAMPANIA - Poteri straordinari per gli scavi di Pompei
Il ministro dei Beni Culturali, Francesco Maria Giro, ha confermato che il commissario per gli scavi di Pompei sarà scelto entro mercoledì. I nomi in discussione sono Bondi, Bertolaso e Letta. Il commissario dovrà avere un forte profilo istituzionale e esperienza nell'amministrazione dello Stato. Il prefetto Mori, ex generale dei Ros, è stato menzionato come possibile candidato, ma non è stato confermato. Il ministro Bondi ha affermato che la situazione a Pompei è insostenibile e che il provvedimento di emergenza è stato necessario.
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