«Mi attiverò affinché il decreto dell'ex ministro Rutelli che ha accorpato le due soprintendenze di Pompei e Napoli sia annullato da un altro dispositivo di legge che divida di nuovo i due uffici». Tutto da rifare, dunque, secondo Diana De Feo, giornalista Rai, senatrice eletta in Campania nelle fila del Partito della Libertà e membro della Commissione permanente Istruzione pubblica e Beni culturali, che di Pompei, della sua autonomia e della riforma che ne prevedeva la scomparsa, si era occupata in numerose trasmissioni del Tg1. Perché si oppone all'unificazione delle due Soprintendenze? «Perché l'unificazione è una tragedia. Sono mesi che mi batto su questo punto. L'accorpamento è stato devastante. Basta guardare Pompei: gli scavi non sono stati per nulla gestiti con spirito aziendale e, infatti, sono rimasti in cassa e non spesi cento milioni destinati a restauri necessari. Allora, se non si sono spesi i fondi per la salvaguardia di un territorio, anche piccolo se vogliamo, cosa accadrà per un'area vasta come quella che deve tenere insieme i Campi Flegrei, Pozzuoli e Baia? Il commissario va bene per regolare situazioni incancrenite e per mandare via le bancarelle, però non si può pensare che la soluzione del problema sia solo nelle sue mani. E poi c'è la questione dei fondi in dirittura d'arrivo» Quanto sono e a cosa servono? «Ci sono novecento milioni di euro destinati dall'Europa allo sviluppo della cultura in tutta la regione che saranno amministrati dal governo regionale. Su questo nessuno può obiettare perché c'è la legittimazione del voto. Ma quanti di questi fondi saranno disponibili per la Soprintendenza?» Ci sarà la capacità di spenderli in maniera giusta? «Su questo il governo centrale può e deve dire la sua attraverso la Soprintendenza. Conosco bene Pompei perché ero legata a Sabatino Moscati, primo archeologo e presidente dell'accademia dei Lincei: ricordo una città in ordine, quindici anni fa» Il ministro ieri ha rinnovato stima, ammirazione e fiducia al soprintendente Guzzo. «Con il ministro Bondi ho seguito da vicino l'intera vicenda e credo che mesi fa sia stato fatto un errore madornale. Ora è il momento di dare una svolta. Come ho detto prima mi impegnerò in prima persona perché si ritorni all'autonomia. Magari con i responsabili degli uffici scambiati tra loro». c.a. In alto e a sinistra turisti in visita tra gli Scavi di Pompei A destra la senatrice Diana De Feo