«Non vorremmo essere scambiati per dei rompiscatole impenitenti ma abbiamo compiuto un'adeguata ricostruzione della complessa macchina messa in piedi dal DL 26 giugno 2008 n. 112, che all'art. 26 prevede la soppressione di enti pubblici e abbiamo verificato le dichiarazioni del 2 luglio del portavoce del Ministro Brunetta, che ci sono apparse fuori tiro. Egli ha detto che la norma non riguarda... i musei, tanto meno il Museo storico della Liberazione di Roma, ma in tal modo ha confuso il museo come attività e il museo come ente». Lo comunica, in una nota, la direzione del Museo di via Tasso. «Il Museo storico della Liberazione come si evince dalla legge di fondazione del 14 aprile 1957, n. 277, è un ente pubblico cui è demandata la gestione delle attività museali descritte dalla medesima legge ed è in quanto tale, come ente pubblico, che ricade nell'ambito di applicazione dell'art. 26 del citato DL 1122008». In pratica il timore è che, giocando sull'equivoco, si sciolga l'ente Museo storico della Liberazione, trasferendo le attività museali all'interno dell'organizzazione del Ministero per i Beni e attività culturali. Al Museo stimano che un rimpiazzo con personale dipendente dello Stato farebbe salire i costi del 1000 e sottolineano che l'inquadramento ministeriale delle attività irrigidirebbe orari e modalità di accesso. La duttilità e la flessibilità, oltre al volontariato, hanno permesso di far salire le visite da circa 8.000 a oltre 15.000 in meno di dieci anni. Una trasformazione del genere oggi cadrebbe in un momento particolarmente delicato. Infatti, con il nuovo appartamento acquisito dallo Stato lo scorso febbraio, si è ampliato lo spazio espositivo e si può concretamente aprire la fase dell'ideazione e progettazione di un nuovo e più adeguato allestimento e la realizzazione di un laboratorio informatico e audiovisivo per la storia contemporanea per il quale sono già disponibili le prime attrezzature. Buona parte del lavoro messo in cantiere negli ultimi anni rischierebbe di andare compromesso, con la necessità di cominciare da capo».
ROMA - Chi vuole giocare sul destino del Museo della Liberazione?
Il Museo storico della Liberazione di Roma è un ente pubblico che gestisce le attività museali. La legge di fondazione del 1957 lo definisce come un ente pubblico. L'art. 26 del DL 112/2008 prevede la soppressione di enti pubblici. Il Museo ha verificato le dichiarazioni del portavoce del Ministro Brunetta, che ha detto che la norma non riguarda i musei. Tuttavia, il Museo è un ente pubblico e quindi ricade nell'ambito di applicazione dell'art. 26.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo