Lettera di risposta al ministro dopo il suo intervento Di diverso avviso Costantino: la Fondazione non ha alcun titolo per la gestione del teatro e bisogna ripartire da zero Laccordo per la gestione del Teatro Petruzzelli cè, va soltanto "medicato". Ascanio Amenduni e Mario Giannattasio, legali del 75 per cento della proprietà del Teatro Petruzzelli, rassicurano il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi. Allindomani dellinvito ad abbassare i toni dello scontro e dellannuncio di un incontro a breve fra tutte le parti, i tre quarti della proprietà garantiscono di non avere nessuna intenzione di impedire la riapertura del teatro. «Laccordo cè - dicono in una nota i due avvocati - fu fortemente voluto dal ministro Urbani, le parti pubbliche e le parti private si scambiarono un indissolubile consenso, in forza del quale la Regione Puglia, la Provincia e il Comune di Bari si obbligavano a procurare, senza oneri di rimborso per la proprietà privata e senza limiti di spesa, il risultato finale della ricostruzione del Teatro». La fondazione lirico-sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari, istituita con legge, «è quella cui gli enti pubblici suddetti fanno tuttora riferimento per la futura gestione del teatro». Di diverso avviso è però il professor Michele Costantino, legale del 25 per cento della proprietà: a suo giudizio, per effetto della sentenza della Corte costituzionale, la fondazione non ha alcun titolo per gestire il teatro, quindi è necessario ripartire da zero.