Lassessore regionale al Turismo Velardi denuncia gli abusi delle guide pompei - «Sarebbero 95 euro, ma vi faccio lo sconto: cinquanta, che ne dite, eh?». Guide a caccia di turisti a Porta Marina Inferiore. Il "patentino" rilasciato dalla Regione Campania bene in vista sul petto. Se li accaparranno, e li portano in giro, a volte, come fossero un bagaglio personale. Turisti in balìa delle guide. In questo posto unico al mondo, straordinario e potente, non cè un tariffario esposto allingresso, un presidio che garantisca il visitatore, controlli accurati. Come districarsi? Il giro della città romana, con laccompagnatore a pagamento, dura in media due ore, meno e non più. Pompei è una città grandissima, pochi ne hanno consapevolezza prima di addentrarsi. «Il turista arriva qui disarmato, pieno di fiducia, esposto a tante variabili e qualche sorpresa», dice una guida "fuori del coro", «per alcuni Pompei è una miniera di affari. Un esempio frequente: la guida entra con due persone, e poi fa "trombetta", come si dice in gergo, strada facendo raccatta visitatori disorientati. A dieci euro ciascuno, in una giornata il guadagno di 500, 600 euro è assicurato». Abusi. Capita che a metà del giro, mollino il gruppo dicendo: luscita è quella. I turisti per lo più si accontentano, si lasciano portare fiduciosi. Ogni tanto qualcuno si ribella, denuncia e finisce in lite, come testimoniano le denunce al posto di polizia. «Ci sono organizzazioni illegali», tuona lassessore regionale Velardi, «che agiscono in modo paracamorristico». Inefficienze e limiti. La Casa di Trittolemo è chiusa per restauro, così la casa di Romolo e Remo. Sul cartello è indicata la data di chiusura dei lavori: laltroieri. Area chiusa per "caduta pietre" nel vicolo degli Augustali, puntelli arrugginiti dal terremoto del 1980. In fondo a via della Fortuna, lastricata come tutte di pietre di basalto, cè la Casa di Marco Lucrezio Frontone, cantiere chiuso due mesi fa e non ancora aperta al pubblico, come le case di Obelio Firmo, restaurata con i Por, di Cecilio Giocondo, di Trebio Valente, dei Quattro stili. La folla si assiepa ai cancelli dei Granai, museo allaperto, con due telecamere puntate allinterno. Calchi originali, anfore, unarca, le sagome dei fuggiaschi, una statua funeraria trovata nella necropoli di Ercolano. In lontananza lisola di Capri, la brezza di mare soffia tra i vicoli e fa scordare larsura. «Ci vorrebbero migliaia di interventi» commenta Ciro Mariano, storico custode, alle Terme del Foro, dove i turisti vengono accolti dai cani randagi che spadroneggiano tra le rovine. Nel Foro la folgorazione, lincontro con il Vesuvio ritagliato sullo sfondo. Mette in pace gli animi. A dispetto di lucchetti e transenne. «Il commissario è quello che mette in moto tutto. Precondizione per il ripristino della legalità, sicurezza, agibilità», dice lassessore Velardi, «prima di passare a un progetto di cambiamento». Piano che, spiega, riguarda Pompei e tutta Stabia, con un accordo di programma magari da fare insieme con la Tess. Un vero programma di sviluppo dellarea: dentro gli Scavi e fuori di essi, per offrire accoglienza ai turisti. «Con un progressivo ingresso del privato e del mercato». Tra Scavi e Santuario, Pompei ha quattro milioni di visitatori lanno. Si occuperà di Pompei anche la senatrice del Pdl, Diana De Feo, componente della commissione Beni culturali, moglie di Emilio Fede. «Dalla Comunità europea arriveranno per la Campania 900 milioni di euro per gestire larte e la cultura. Il sovrintendente Giovanni Guzzo ha lasciato languire nella casse milioni destinati a Pompei. È ora di voltare pagina, anche politicamente».