Padula. «Da semplici visitatori siamo rimasti allibiti davanti ad alcuni interventi di "arte contemporanea" che abbiamo considerato all'unanimità una speculazione di cattivo gusto che offende, oltre all'armonia di questa struttura, vera opera di arte immortale, il più tollerante senso del pudore». La struttura è la Certosa di San Lorenzo, il monastero edificato a Padula agli inizi del Trecento dai monaci certosini ad imitazione della «città celeste». Quei «semplici visitatori» sono gli inviati di guerra, ospiti del premio giornalistico «Lamberti Sorrentino» conclusosi ieri a Sala Consilina. Nomi di spicco, i testimoni della storia dei nostri giorni che ieri hanno rivolto un accorato appello al ministro dei Beni culturali Sandro Bondi e al presidente della Regione Campania Antonio Bassolino «per salvaguardare la Certosa di Padula». Una denuncia dura, a seguire le firme: Mimmo Candito (La Stampa), Toni Capuozzo (Tg5), Daniele Mastrogiacomo (La Repubblica), Ettore Mo (Corriere della Sera), Vittorio Dell'Uva (Il Mattino), Tiziana Ferrario (Rai Tg1), Giovanni Porzio (Panorama), Ugo Tramballi (Il sole 24ore). In calce anche quella del compositore Mogol. Hanno approfittato di una pausa per visitare il monumento riconosciuto dall'Unesco come patrimonio dell'umanità. E sono rimasti sconcertati alla vista delle opere d'arte contemporanee installate nelle celle e nel parco, la corposa collezione che nasce dalla triennale «Le opere e i giorni» e dall'happening «Fresco bosco», curati dal critico Achille Bonito Oliva, e che già, la scorsa estate, fu oggetto di polemica dopo lo sdegno dell'ex direttore del ministero dei Beni culturali Francesco Sisinni. «Abbiamo tutti negli occhi la piramide trasparente del Louvre, accostamento seppur ardito compiuto con un rigore che non scalfisce minimamente il panorama del grande museo parigino - scrivono i giornalisti ed il musicista -. In questo caso l'innesto è tragicamente fallito: non esiste alcun legame che giustifichi questa opera con quella sopracitata. Non crediamo si possa considerare nemmeno un intervento di rottura. Piuttosto una serie di sfregi intollerabili». Il loro augurio è che il ministro Bondi intervenga e si impegni soprattutto per il recupero delle numerose opere d'arte originarie della Certosa e trafugate negli anni.