NAPOLI «Incuria e degrado» non si riferiscono alla tutela di Pompei come patrimonio monumentale ma «ad altre categorie di problemi più volte denunciate anche dalla stessa Soprintendenza». Così in una nota la Soprintendenza archeologica speciale di Napoli e Pompei, diretta da Pietro Giovanni Guzzo, commenta la dichiarazione dello stato di emergenza per Pompei. «In attesa di conoscere i dettagli del provvedimento del quale si assicura la massima osservanza, si nota che incuria e degrado si riferiscono ad altre categorie di problemi, quali: riduzione del servizio di sorveglianza, assenza di servizi fognari, viabilità, carenza nella vigilanza veterinaria, questioni legate al servizio ristoro e morosità del concessionario».
POMPEI - Guzzo: Ma l'incuria non è colpa nostra
NAPOLI Incuria e degrado non si riferiscono alla tutela di Pompei come patrimonio monumentale ma ad altre categorie di problemi più volte denunciate anche dalla stessa Soprintendenza. Così in una nota la Soprintendenza archeologica speciale di Napoli e Pompei, diretta da Pietro Giovanni Guzzo, commenta la dichiarazione dello stato di emergenza per Pompei. In attesa di conoscere i dettagli del provvedimento del quale si assicura la massima osservanza, si nota che incuria e degrado si riferiscono ad altre categorie di problemi, quali: riduzione del servizio di sorveglianza, assenza di servizi fognari, viabilità, carenza nella vigilanza veterinaria, questioni legate al servizio ristoro e morosità del concessionario.
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