- ROMA - Insediamenti urbani e industriali 'divorano' ogni anno in Italia una porzione di territorio che oscilla tra i 100 e 120 mila ettari. Lo ha detto il presidente dell'Istituto nazionale di urbanistica, Federico Oliva, nel corso della presentazione a Roma del rapporto sul territorio 2007. Cifre imponenti che rischiano di superare in tempi molto rapidi il livello di guardia. Per tenere sotto controllo la situazione - e' stato sottolineato nel corso della presentazione del rapporto - e' necessario l'intervento dello stato centrale utilizzando anche la leva fiscale con una sorta di meccanismo a 'a consumo', per il quale chi 'usa' il territorio lo paga. "I dati del consumo del suolo sono ancora ballerini", precisa Oliva, sottolineando che l'Istituto ha creato un osservatorio, in collaborazione con Legambiente e il Politecnico di Milano, che nel giro di un anno fornira' numeri definitivi. Sulla base di cifre certe "lanceremo quindi una proposta di legge". L'Istituto nazionale di urbanistica punta ad avviare un confronto con il mondo parlamentare, affinche' venga emanata una nuova legge urbanistica nazionale che abroghi quella ancora vigente e un po' datata, del 1942. La pianificazione e' uno dei temi centrali del Rapporto dell'Inu. Da questo punto di vista emerge un paese diviso in due: un centro-nord molto pianificato e un sud che deve risolvere ancora molti problemi. "Molte regioni meridionali - ha spiegato Pierluigi Properzi, curatore della ricerca - non hanno quadri regionali di sviluppo".
INU: l'Italia 'divora' 120 mila ettari di suolo l'anno
Il presidente dell'Istituto nazionale di urbanistica, Federico Oliva, ha affermato che gli insediamenti urbani e industriali in Italia "divorano" ogni anno una porzione di territorio che oscilla tra i 100 e 120 mila ettari. Ciò è dovuto alle cifre imponenti del consumo del suolo, che rischiano di superare il livello di guardia. Per tenere sotto controllo la situazione, è necessario l'intervento dello stato centrale, utilizzando anche la leva fiscale con un meccanismo a "a consumo". L'Istituto ha creato un osservatorio per fornire numeri definitivi entro un anno e, sulla base di cifre certe, lancierà una proposta di legge.
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