Stato di emergenza per Pompei e nomina di un commissario. Alle notizie da Roma, la reazione della Soprintendenza archeologica speciale di Napoli e Pompei, diretta dal professor Pietro Giovanni Guzzo, non si fa attendere. In una nota, si dice che «in attesa di conoscere i dettagli del provvedimento, del quale si assicura la massima osservanza, si osserva che non essendo mutato nulla riguardo alla "tutela" del sito archeologico, "incuria e degrado" si riferiscono ad altre categorie di problemi più volte denunciate anche dalla stessa Soprintendenza. Tra questi, la riduzione del servizio di sorveglianza a causa del mancato rimpiazzo dei pensionati, assenza di servizi fognari, viabilità, carenza nella vigilanza veterinaria, questioni legate al servizio ristoro e morosità del concessionario». Poche parole, ben calibrate, per commentare il commissariamentodi Pompei, da parte di Guzzo. «Ho i capelli bianchi io...». A chi chiede se si senta a sua volta commissariato, replica: «Al contrario, mi sento rafforzato. E grato». Poi spiega: «Basta leggere il comunicato: che cè scritto? Che al soprintendente resta la tutela, e noi siamo appunto organi di tutela». Quindi aggiunge: «Sono un servitore dello Stato. Vado avanti. Aspettiamo solo di leggere nei dettagli il provvedimento del ministro, del quale assicuriamo la piena osservanza». (p.c.) Le cifre Ma resta larea più visitata Nonostante degrado e difficoltà il sito archeologico di Pompei resta il primo del mondo per numero di visitatori. Il calo dei turisti nei siti archeologici vesuviani - del 12,68 per cento per cento, negli ultimi sei mesi, se si confrontano i dati del primo semestre 2007 con quello del 2008 - è chiaramente dovuto allemergenza campana dei rifiuti. Complessivamente, lanno scorso, 2.571.725 persone hanno staccato il biglietto a Pompei. Nei siti archeologici, da gennaio a giugno 2007, i visitatori furono 1.424.517; nel 2008 1.243.839. Arrivi a Pompei e paghi 11 euro, un prezzo nella media, (se ne chiedono 20 per un tour archeologico completo nel Vesuviano, 3 giorni). Ironia della sorte: il Commissariamento arriva mentre in Campania gira una delegazione della National Gallery of Art di Washington richiamata anche dal marchio Pompei. Il reportage Cani randagi e ville chiuse POMPEI - La notizia piomba come un macigno sulla Città degli scavi. Il sito archeologico di Pompei, secondo il ministro della Cultura, Sandro Bondi, va commissariato. Cultura e degrado sono così gravi, che il consiglio dei ministri ha deciso di dichiarare lo stato di emergenza per un anno e di nominare un commissario straordinario. «È uningiustizia» reagiscono negli uffici della direzione, dove questo provvedimento viene inteso come uno schiaffo al sovrintendente Pietro Guzzo, a cui riconoscono che da tempo si sta battendo per rilanciare limmagine di Pompei e ripristinare la legalità. «Pompei fa gola, ci sono forti interessi, cè una lobby che lavora per delegittimare Guzzo e per aprire la strada alla privatizzazione».