Un commissario del governo contro il degrado, fra i nomi il prefetto Mori Il ministro Bondi: "Un atto damore" Polemica fra soprintendenza e comune DAL NOSTRO INVIATO POMPEI - Un commissario straordinario per Pompei, basta con lincuria e il degrado. Il governo annuncia lo stato di emergenza per la Città degli scavi, il sito archeologico più visitato al mondo. Per una situazione che «definire intollerabile è poco». Un provvedimento, spiega il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, che è «un atto damore nei confronti della cultura». Arriverà un commissario straordinario, precisa il ministero, che dovrà occuparsi dei conti, ma anche dellordine pubblico e della sicurezza. Chi sarà non è ancora deciso, anche se nel dicastero di via del Collegio Romano circola il nome del prefetto Mario Mori. «Decideremo in settimana», taglia corto Bondi, e sarà una decisione, spiega, presa di concerto con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e il sottosegretario allemergenza rifiuti Guido Bertolaso. Nessun commissariamento per il soprintendente archeologico Pietro Guzzo, assicura, che rimane responsabile della tutela e le cui competenze non vengono toccate. «Mi ha assicurato che collaborerà con il commissario». Da Pompei, Guzzo conferma: «Mi sento rafforzato e grato». Ma dietro le quinte sono in molti a leggere in questa decisione del governo un giudizio non proprio positivo delloperato del soprintendente. Dai sindacati al sindaco di Pompei, Claudio DAlessio, del Pd, che sottolinea «la pervicace volontà della soprintendenza nel rifiuto di qualsiasi collaborazione utile nella complessa azione della valorizzazione del patrimonio culturale presente nel territorio cittadino». Nella cerchia dei collaboratori più vicini a Guzzo, invece, la decisione suscita preoccupazione e sdegno: «È uningiustizia, qui lavoriamo per sopperire alle mancanze del ministero, che non integra il personale che va in pensione e della Regione Campania, che promette soldi per le aperture straordinarie e non mantiene». E azzardano: «Cè un disegno che va verso la privatizzazione. Pompei fa gola, ci sono grossi interessi, specie da quando la sovrintendenza è stata unificata a quella di Napoli. Guzzo sta facendo uno sforzo enorme per ripristinare anche la legalità». Con il commissariamento, i riflettori si accendono ancora sullincuria, linefficienza, il degrado nellarea della città romana, unestensione di 66 ettari di cui 44 già riportati alla luce e 22 ancora da scavare. Lemergenza sono i servizi igienici insufficienti e mal tenuti, come scrivono i turisti nel libro blu dei reclami allufficio informazioni. Protestano perché le audio guide non funzionano, non ci sono le mappe per visitare il sito, mancano i custodi, non cè il posto di guardia medica, e troppi cani randagi che invadono il percorso dei visitatori. «Quello che fa più arrabbiare i turisti», dice Mattia Buondonno, che ha guidato i Clinton a spasso tra le rovine, «è trovare i cancelli chiusi delle più belle case di Pompei». Lultima casa aperta, dopo il restauro, è quella dei Ceii, una conquista di maggio. Chi arriva in questi giorni, in maggioranza turisti spagnoli e russi, trova chiusa per restauro la Casa dei Vettii, nel Foro, ledificio di Eumachia, dove cera il mercato della lana. Lavori di iniezioni di cemento sul tetto pericolante, nel Macellum, che conserva le teche con i calchi dei fuggiaschi in cerca di salvezza dalleruzione. Chiusa, ma visitabile con prenotazione on line la Casa degli Amorini Dorati. Restano sempre aperte al pubblico le case del Fauno, della Caccia antica, della Fontana piccola, le Terme, gli edifici del grandioso Foro, il piccolo e il grande teatro, Villa dei misteri.
CAMPANIA - "Stato demergenza per gli Scavi di Pompei"
Il governo italiano ha annunciato uno stato di emergenza per la città di Pompei, a causa del degrado e della lincuria. Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi ha spiegato che il provvedimento è un atto di "amore" nei confronti della cultura. Un commissario straordinario sarà nominato per occuparsi dei conti, dell'ordine pubblico e della sicurezza. Il prefetto Mario Mori è stato nominato come possibile commissario, ma la decisione sarà presa in settimana. Il soprintendente archeologico Pietro Guzzo rimane responsabile della tutela del sito, ma alcuni collaboratori lo hanno criticato per la sua gestione. I turisti hanno denunciato problemi come i servizi igienici insufficienti, le mappe non funzionanti e la mancanza di custodi.
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