Raffaele Lombardo «Sono d'accordo con la proposta Antinoro, anzi sono stato io ad anticipare l'ipotesi dell'ingresso dei privati nella gestione dei siti culturali», lo ha detto il presidente Lombardo, precisando: «Non si tratta di vendere il nostro patrimonio culturale, pensiamo invece a grandi mecenati». I nostri tesori nascosti La Sicilia può diventare un caso internazionale. Come? Partendo dal presupposto che circa il 60 dei beni culturali al mondo si trova in Italia e che, di questo 60, il 40 è in Sicilia. E allora, visto che in tutti questi anni li abbiamo utilizzati poco, la proposta dell'assessore regionale Antinoro di affidarli a privati è da valutare, a patto che si voli alto. Ci sono Fondazioni culturali di prestigio che possono essere attratte da un bando all'insegna di «scopriamo la Sicilia». Finora abbiamo navigato tra incompiute. Si era pensato di affidare i circuiti culturali a imprenditori siciliani che avrebbero dovuto realizzare i servizi all'interno dei musei come biblioteche e librerie, bar-ristoranti, ma il progetto è naufragato. Abbiamo l'Isola Bella di Taormina, un gioiello di cui discutiamo senza decidere nulla, siti museali favolosi come quello del Tellaro non ancora aperti al pubblico. E abbiamo una miriade di teatri antichi all'aperto non adeguatamente valorizzati e di castelli normanni, aragonesi e borbonici che vanno in rovina. Per quanto tempo è rimasto chiuso il Castello Ursino di Catania? Non è possibile che questo immenso patrimonio non sia messo al servizio dello sviluppo turistico. Come non è possibile che i nostri archeologi vadano a fare scavi in Libia o nelle isole greche, invece di cercare gli antichi tesori sepolti nel nostro territorio. Questo dei Beni culturali è un settore da rifondare. Il triangolo dei Templi Agrigento-Selinunte-Segesta è in una situazione precaria. Finora siamo andati avanti sporadicamente. Si trova a mare il Satiro danzante e lo si espone a Mazara. Si scopre la phiale d'oro a Caltavuturo e si mette nel museo di Cefalù. Si aspetta la restituzione della Venere di Morgantina da parte del Paul Getty museum, e quando arriverà la si piazzerà nel museo di Aidone. Giusto, ma perché, almeno ogni due anni, non si mettono insieme i pezzi più pregiati per una mostra di interesse mondiale? E' così che si fa turismo. Le Soprintendenze sono gelose delle loro prerogative. Ricordo che venne proposto un incontro mondiale di boxe al teatro antico di Taormina tra i pesi medi Hagler e Leonard. Lo avrebbe visto tutto il pianeta, ma la Soprintendenza di Messina pose il veto, nonostante che quelle antiche pietre avessero sostenuto per migliaia di anni il peso di milioni di spettatori. Permise invece l'arrivo del Giro d'Italia. Le Soprintendenze hanno un importante compito tecnico-scientifico e di cura dei siti, ma debbono svecchiarsi anche loro, modificando la propria filosofia d'intervento. I tempi cambiano. E' una questione delicatissima, ci sono autorevoli voci contrarie come quella del Fai. Lasciare allora le cose come stanno, cioè in mano pubblica, sperando che a poco a poco migliorino, oppure cerchiamo di dare una sterzata con privati di elevato prestigio e affidabilità? Il mondo culturale siciliano ha risposte da dare?
SICILIA - La polemica sui beni culturali Auspicabile l'arrivo di grandi mecenati
Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, ha espresso il suo sostegno alla proposta dell'assessore regionale Antinoro di affidare la gestione dei siti culturali siciliani a privati di prestigio. Lombardo ha sottolineato che il patrimonio culturale siciliano è vasto e importante, con circa il 40% dei beni culturali al mondo, ma che è stato utilizzato poco in questi anni. Ha anche menzionato la possibilità di creare grandi mecenati che possano valorizzare il patrimonio culturale siciliano. Lombardo ha anche criticato le Soprintendenze per essere gelose delle loro prerogative e per non aver permesso di eventi importanti come un incontro mondiale di boxe al teatro antico di Taormina.
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