Ragusa. I lavori in atto nella chiesa, cofinanziati dal Comune di Ragusa per un importo di 150.000 euro con i fondi della l.r. 6181, riguardano il restauro delle tempere delle volte interne e degli affreschi. La progettazione ed esecuzione è dell'intervento è affidata al servizio regionale di Protezione Civile per la provincia di Ragusa, sotto l'alta sorveglianza della Soprintendenza ai Beni culturali ed Ambientali di Ragusa. Alla luce di questo importante rinvenimento, gli uffici regionali della Protezione Civile e della Soprintendenza di Ragusa, stanno eseguendo ulteriori ricerche ed accertamenti. Intanto, mercoledì 9 luglio prossimo, alle ore 12, il sindaco Nello Dipasquale, accompagnato dal dirigente del settore centri storici, Giorgio Colosi, effettuerà un sopralluogo presso la Chiesa di San Francesco all'Immacolata. Sara' l'occasione per verificare di persona lo stato degli affreschi ritrovati ma anche l'iter procedurale del progetto di recupero avviato da tempo e finanziato negli anni scorsi. "E' stata un po' una sorpresa anche se era assai probabile che una scoperta del genere potesse avvenire spiega Chiarina Corallo, dirigente della Protezione Civile in provincia di Ragusa - Si e' iniziati a fare l'intervento di consolidamento degli affreschi che erano gia' visibili. Nel ripulire, si e' notato che sotto un primo strato ci sono questi affreschi precedenti. Per cui si sta studiando di fare una campagna di indagine per verificare quello che sta sotto e per cercare di capirne l'estensione e, nel caso, tentare di recuperali. Se si tratta solo di piccoli brani e' chiaro che si lavorera' in un determinato modo. Al momento siamo in una fase di stasi e andiamo molto cauti. Soltanto nella prossima settimana potremo andare a comprendere meglio i dettagli di questi ritrovamenti e dunque, dopo un'attenta analisi, saremo in grado di poter offrire informazioni piu' dettagliati". La chiesa e l'annesso convento dedicati a San Francesco e all'Immacolata Concezione sono ubicati all'estremita' nord orientale dell'abitato di Ibla, in posizione panoramica con vista sul fiume Irminio e prospicienti la valle del San Leonardo che guardano dal lato settentrionale. Ancor oggi la chiesa e' aperta al culto, anche se da anni e' chiusa per lavori di restauro, mentre il convento, con l'incameramento al demanio del 1866, e' divenuto ospizio comunale e conteneva all'origine anche un ospedaletto dedicato alla duchessa di Albafiorita. Ben poco si sa sull'effettiva origine del sito. Secondo alcune notizie pubblicate su internet, per alcuni ricercatori del secolo scorso l'area rimase inedificata sino al XIV secolo quando la potente famiglia dei Chiaramonte, preso possesso della Contea, si rese conto dell'inadeguatezza dei locali del vecchio castello e preferendo Ragusa a Modica quale sede domestica iniziarono la costruzione di un fastoso palazzo residenziale simile alla loro sede palermitana, lo Steri. Ai Chiaramonte seguirono i Cabrera tant'e' che si dice come nel 1471 vi morisse la contessa Violante Prades, vedova di Giovanni Bernardo, l'ultima nobile dei Conti che risiedette negli Iblei. Cosi', a partire dalla fine del XV secolo l'area e le superstiti murature vennero richieste e cedute ai frati che rovinando parti di muratura ne adattarono il resto alla vita conventuale. Per la tesi del palazzo nobiliare trasformato si sostiene quindi che quello che rimane oggi e' quanto salvato da distruzioni e terremoti e con cio' ci si riferisce alla possente torre campanaria". M.B.