Dopo il giorno dello sciopero annunciato dai sindacati e poi ritirato, delle aspettative, delle risposte positive ma ancora non esplicite uscite dalla riunione di Giunta, della fiducia riposta in attesa di ulteriori chiarimenti, per il Teatro Comunale ieri sono arrivate promesse messe nero su bianco, che fanno tirare un sospiro di sollievo alle organizzazioni sindacali, quietano le ansie dei lavoratori, e riaprono il dialogo con la presidenza e il consiglio di amministrazione. Le tre sigle confederali (Cgil, Cisl e Uil) e gli autonomi della Fials-Cisal si aspettavano ieri mattina ragguagli e delucidazioni su quanto era stato deciso mercoledì in Giunta, perché da quello dipendeva il pagamento degli stipendi di luglio e dei mesi a venire per orchestrali e maestranze. Il Comune si era impegnato, infatti, a porre rimedio a una mancanza - allatto della nascita della Fondazione Teatro Comunale, nel 1999, era stato lunico ente a non versare la propria quota, mentre Stato, Regione e privati avevano contribuito - versando nelle casse del Comunale quanto dovuto. In assenza di liquidità, aveva optato per la cessione di immobili. E ieri le conferme sono arrivate. E stato il sindaco Sergio Cofferati, che è anche presidente della Fondazione, a spiegare il piano prima al consiglio di amministrazione e poi ai sindacati. La cessione degli immobili riguarda, come ipotizzato nei giorni scorsi, il Teatro Manzoni, che vale 12 milioni e mezzo di euro, seppur con i vincoli duso che ha (e per il quale è necessaria lautorizzazione della Soprintendenza, anche se solo formale perché non è previsto un cambio duso); uno spazio in via dellIndustria, un capannone da 1.4 milioni; e un terreno edificabile a Castenaso, in località Ca dellOrbo, da 2,6 milioni. Una cessione che in totale vale dunque 16 milioni e mezzo di euro. «Un conferimento - ha precisato il sindaco - più consistente di quello che allepoca fu concesso da Regione e Stato. Ed è per questo che Palazzo dAccursio chiederà a questi enti, alla Provincia e ai privati di rendersi disponibili a un incremento». Come a dire: il Comune sta facendo il suo dovere per uscire da questa situazione, lo facciano anche gli altri. Garantiti gli stipendi («I lavoratori avranno quanto spetta loro regolarmente il 10 agosto»), i problemi a breve termine sembrano risolti. Resta la necessità di una visione a più ampia gittata. E infatti, come ha spiegato Cofferati, «in parallelo si avvierà un progetto per incrementare le attività a riduzione dei costi, così da abbinare alla razionalizzazione degli spazi, che è conseguente alla cessione degli immobili, anche una riorganizzazione delle attività». Le difficoltà del Comunale per il momento paiono dissipate. Ma resta un quadro tormentato: il ridimensionamento del Fus, il Fondo unico per lo spettacolo, deciso dal Governo (2 milioni di euro); i nuovi criteri di attribuzione dei finanziamenti, che danneggiano i teatri medio-piccoli, e il ridimensionamento dellattività lirica e sinfonica. Spine che debbono essere levate perché sul teatro di Largo Respighi possa scendere un po di serenità.