«A cosa serve avere istituito il Parco nazionale se neanche nelle zone di tutela integrale viene garantita la conservazione delle foreste secolari?». Così si legge in un passaggio di un documento con il quale sette associazioni ambientaliste tornano a criticare quelle amministrazioni locali della Sila crotonese che hanno deciso di mettere in vendita dei lotti di bosco di proprietà comunale per esigenze di bilancio. Le associazioni "Altura", "Amici del Neto", "Enpa", "Italia Nostra" "Legambiente Crotone" "Lipu" e "Wwf" hanno ormai intrapreso una battaglia contro i tagli autorizzati dei boschi comunali. Per le sette associazioni ecologiste gli alberi di quei boschi che ricadono nella zona crotonese del Parco nazionale della Sila, non si toccano, così come sono da salvaguardare tutti i boschi dell'area protetta silana. Da qui la contestazione a quei Comuni che hanno avviato le procedure per vendere lotti boscati. Nel documento delle associazioni sono elencate le località interessate dai tagli autorizzati disposti dai comuni. La nota cita stavolta località "Principe" come sito dove il Comune di Petilia Policastro, «ha ottenuto l'autorizzazione per tagliare un lotto di faggi secolari di straordinaria bellezza e alcuni sono stati già tagliati». I boschi interessati dai tagli per le associazioni ecologiste sarebbero nella Zona1 del Parco, «vale a dire - scrivono i sette sodalizi - in un'area che dovrebbe godere di massima protezione». Poi nel documento vengono elencati gli altri siti della zona che per le sette associazioni ambientaliste sarebbero a rischio per i tagli. Si cita località Monte Gariglione, «dove in esecuzione di un progetto Life finanziato dalla Ue ed attuato dal Cfs, stanno attuando numerosi tagli di faggi secolari in buone condizioni vegetative per favorire la disseminazione dell'abete bianco». Poi si parla di "Migliarite", sempre in zona 1 del Parco della Sila, «nonchè Sito di Importanza Comunitaria ( Area Sic "Fiume Tacina"), di proprietà del demanio fluviale». Qui per gli estensori del documento sarebbero «state rilasciate delle autorizzazioni per taglio a raso di un bosco di alberi di alto fusto, dei maestosi ontani neri e di salici». L'elenco di "Altura", "Amici del Neto", "Enpa", "Italia Nostra" "Legambiente Crotone" "Lipu" e "Wwf" prosegue con "Serra di Cocciolo", in agro di Cotronei, di proprietà del Comune di Mesoraca, dove per le associazioni il Comune intenderebbe tagliare 500 piante di querce secolari in pieno vigore vegetativo. Per gli estensori del documento quest'area interessata al taglio, «oltre ad essere Iba (important Bird Areas) e Zps (Zona di Protezione Speciale) Marchesato-Fiume Neto è molto vicina al Parco della Sila , oltre che di notevole interesse archeologico». Le associazioni ricordano infine che a "Serra di Paola", il Comune di Cotronei intende tagliare dei lotti di querceti secolari e lecceti, sempre in area Iba e Zps. «A Serra di Cocciolo e Serra di Paola - è scritto nel documento - vegetano boschi di alto fusto secolari, tutti sani, tra gli ultimi rimasti nel Crotonese, siti in un'area Iba e Zps per la presenza di numerosi uccelli rapaci (nibbio reale, biancone, nibbio bruno) e del picchio nero». Per le sette sigle ecologiste, essendo queste zone di boschi radi e radicati in terreni di forte pendenza non ci sarebbero «i requisiti del taglio silvo-colturale per il rischio di seri dissesti idrogeologici». Da qui le perplessità delle associazioni che chiedono al Cfs ed all'Ente Parco quali iniziative siano state intraprese per tutelare «questi boschi secolari della Sila e della Presila, immenso patrimonio di biodiversità».