Comincia la battaglia contro le due palazzine che stanno nascendo ai lati dellingresso delle piscine di Albaro: il comitato spontaneo del quartiere, che otto anni fa aveva chiesto e ottenuto una serie di modifiche progettuali tali da preservare il complesso (erano state eliminate, ad esempio, le multisale cinematografiche), è di nuovo in campo. E non è solo. Riccardo Forte, architetto dellorganizzazione internazionale per la Documentazione e la Conservazione degli edifici, siti e complessi urbani del Movimento Moderno, parla di un intervento, «che costituisce una barriera fisica e visiva che altera completamente sul piano dimensionale e delle proporzioni, lequilibrio compositivo, compromettendo irreversibilmente la percezione della struttura monumentale». E adesso partiranno azioni di tutela. Quali? «Non escludiamo nulla, dal ricorso al Tar fino al sit- in davanti alle piscine, in strada», dice il professor Giovanni Regesta, animatore del comitato spontaneo di quartiere. «Sulledificio delle piscine insiste un vincolo monumentale - sottolinea Forte - ma non è un oggetto architettonico e anzi è concepito dentro ad uno spazio». La vicenda delle due nuove palazzine davanti allingresso dello stadio del nuoto di Albaro, è destinata ad aprire una polemica se non un contenzioso. Il professor Giovanni Regesta, che tra parentesi è il presidente del collegio dei primari di San Martino e che abita ad Albaro a due passi dalle piscine, dice: «Ci sentiamo offesi. Nel progetto approvato era prevista solo una piccola struttura: è stata poi chiesta una variazione in corso dopera e sono spuntati questi due edifici che superano il muro di cinta e fanno barriera». Ma la soprintendenza ha dato il suo benestare: «cosa che mi stupisce», dice Regesta il quale racconta di come fosse arrivata voce di una richiesta di variazione del progetto in corso dopera ma che il comitato non era riuscito a vedere. Anzi, ricorda, le palazzine sono spuntate in pochissime settimane. Di colpo, tanto che allinaugurazione del complesso, celebrata nel marzo scorso, non se ne vedeva neppure il profilo. Larchitetto Forte, dellorganizzazione internazionale per la conservazione dellarchitettura moderna, spiega che: «il problema non è la legittimità dei due nuovi corpi rispetto alle norme vigenti, ma la preservazione del contorno, dei vuoti, delle note prospettiche». Ed è su questo che si concentreranno le manovre di difesa di unopera monumentale: «che come sempre accade ha più cultori allestero che a Genova - spiega larchitetto Forte - Il problema non è tanto la volumetria ma il fatto che superando il limite imposto dallingegner Contri, vale a dire superando il muro di cinta, altera la percezione visiva e crea una barriera. Pregiudica la percezione dellinsieme». Larchitetto dice anche che concettualmente: «se, come ho letto su Repubblica, la costruzione dei due edifici è stata chiesta per farne da un lato la sede di una banca e dallaltro la sede di uffici, sinceramente non regge. Anzi, dal momento che la palazzina della federazione nuoto dentro al complesso ha già cambiato destinazione, per queste funzioni si poteva adoperare quella». Intanto Gianni Plinio di An ha chiesto un intervento del Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi.