ALLA fine tutto è stato ricomposto e il «Compianto» di Nicolò dellArca nella chiesa di Santa Maria della Vita, in via Clavature, si presenta di nuovo a turisti e fedeli nella sua interezza. Il dito della Maria di Cleofe «saltato» per un incidente (un colpo da parte di un fotografo) quasi un mese fa, è stato restaurato e ricomposto nella sua posizione originale. Ieri è uscito dalla bottega del restauratore Ottorino Nonfarmale e a porte chiuse (la chiesa per tutto il mese di luglio non si visita al pomeriggio) è stato riposizionato con precisione millimetrica al giusto posto. Nonfarmale aveva precisato subito che non si trattava di una parte in terracotta modellata dallo scultore nel 1460, ma di una aggiunta in gesso che colmava mancanze ben più gravi risalenti alla fine dellOttocento. «Mi dispiace per il fotografo che ha causato lincidente, ma per fortuna tutto si è risolto - spiega Ottorino Nonfarmale - . Si trattava di una parte in gesso, risalente a restauri condotti tra la fine dellOttocento e linizio del Novecento, forse anche al dopoguerra. Certo ci vuole rispetto per le opere darte, ma azzardo a dire che se fosse stato nella terracotta originale non si sarebbe rotto. Comunque, come teorizzava Cesare Brandi, prima di distruggere una cosa che ha più di mezzo secolo bisogna discuterne. Già una ventina di anni fa siamo intervenuti su quelle parti per allegerirle, decidendo di conservare comunque quei vecchi restauri». Le operazioni di restauro sono state abbastanza veloci e semplici, ma soprattutto sono diventate loccasione per una pulitura generale del gruppo scultoreo. Nei dettagli i restauratori hanno incollato con una colla acrilica le parti spezzate del dito poi riagganciato sui perni già esistenti (anche questi non originali), con laggiunta di silicio micronizzato nelle sezioni che avevano bisogno di maggior tenuta. Con un tocco di acquarello si è poi riportato il dito al colore della statua. E mentre le colle finiscono di asciugare le mani esperte dei restauratori procederanno con lo spolvero dellintero corpo scultoreo: in due o tre pomeriggi con acqua distillata si cancelleranno gli strati di sporcizia e fumo, si rinsalderà qualche fenditura, si aggiusterà un fiocco che si è staccato. «In realtà sono operazioni che andrebbero fatte ogni sei anni - aggiunge ancora Nonfarmale - per evitare di arrivare a grandi operazioni di restauro. Ma i soldi mancano sempre e gli sponsor non sono interessati a questo tipo di intervento perchè non dà loro sufficiente risalto: preferiscono finanziare grandi lavori che chiudono i monumenti per mesi, coperti dalle tele con i loro nomi. E poi le cose rallentano ancora per la burocrazia, per il giro di firme di autorizzazione che magari si ferma solo perchè un funzionario è in ferie».
BOLOGNA - Il restauro del Compianto. Riattaccato il dito della statua danneggiato per errore
Il Compianto di Nicolò dellArca nella chiesa di Santa Maria della Vita è stato restaurato. Il dito della statua, saltato per un incidente, è stato restaurato e ricomposto nella sua posizione originale. Il restauratore Ottorino Nonfarmale ha lavorato per riposizionare con precisione millimetrica il dito nella sua posizione corretta. La statua risaliva al 1460, ma era stata modificata con aggiunte in gesso nel corso dei restauri dellOttocento e del Novecento. I restauratori hanno utilizzato una colla acrilica e silicio micronizzato per riunire le parti spezzate del dito. La statua è stata pulita e risaldata con acquarello.
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