L'incontro tra i Comuni italiani iscritti al Patrimonio mondiale dell'Umanità svoltosi per la prima volta in Sardegna, ha prodotto un importante risultato: il trionfo del modello Barumini. Lo hanno decretato i rappresentanti dell'Unesco riuniti per due giorni nel paese della reggia nuragica, facendo riferimento al sistema di gestione pubblico-privato sulle ricchezze archeologiche e culturali del territorio. La Fondazione Barumini Sistema Cultura costituita diciotto mesi fa (la prima in Italia) su iniziativa del Comune tramite Federcultura, per tutelare, conservare, valorizzare e gestire i beni culturali ed artistici monumentali presenti nel territorio comunale, è presa come esempio dagli amministratori Unesco che intendono proporre nelle rispettive città. Un prestigioso riconoscimento alla Fondazione baruminese in cui lavorano quasi 50 giovani qualificati e specializzati, per la gestione dell'area archeologica di Su Nuraxi, di Casa Zapata costruita sulla sommità di Nuraxi 'e Cresia, dell'ex Convento Cappuccini, e da oltre due mesi del Centro di comunicazione e di promozione del patrimonio culturale "Giovanni Lilliu". Un successo, oltretutto con bilancio positivo. Tra l'altro, si è prospettata l'ipotesi che la scuola-laboratorio di restauro e scavo archeologico, di cui è imminente l'inizio dei lavori con la supervisione del Politecnico di Torino e dell'Università, sia legata ai siti Unesco. «È nostro intendimento dopo il trasloco del Municipio nel centro storico del paese - spiega il sindaco Emanuele Lilliu - trasformare la struttura attuale in un Ostello, dove gli studentilavoratori del laboratorio avranno i rispettivi alloggi ». Visibilmente soddisfatti i rappresentanti dei Comuni dell'Unesco per l'enorme patrimonio storico, culturale, archeologico, architettonico e ambientale. Ricchezze che possono essere un ulteriore volano per l'economia del paese e del territorio.