Fabrizio Coscia «Fate presto», allora come ora. Abbandonata a se stessa, inaccessibile, smembrata, impolverata, con pezzi accatastati negli angoli: è quel che resta di una collezione d'arte unica al mondo, «Terrae Motus», ispirata e voluta dal gallerista napoletano Lucio Amelio all'indomani del sisma che colpì la Campania il 23 novembre 1980, per contrapporre l'energia dell'arte «a quella scatenata dalla Terra». Ora interverrà il ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi: ha predisposto un'attenta verifica sulla situazione denunciata dal «Corriere della Sera» e si impegna a visitare la collezione per constatare di persona. Intanto precisa che se tutto dovesse essere vero, la causa non può essere imputata alla diminuzione di fondi. Ed è una replica a quanto aveva affermato il soprintendente per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Caserta, Enrico Guglielmo, lamentandosi dei tagli: «Il ministero ci dà 300 mila euro per conservare la Reggia, meno della metà di sette anni fa. Si pensi solo alla manutenzione del parco e dei continui restauri». «La mostra non è abbandonata. - sottolinea comunque Guglielmo - È momentaneamente chiusa per mancanza di personale e per problemi legati alle spese minime di manutenzione. Ciò non toglie che la situazione di "Terrae Motus" vada risolta». Resta lo scenario di una collezione dal valore - artistico, civile ed economico - inestimabile, con più di settanta opere di artisti come Andy Warhol, Joseph Beuys, Keith Haring, Jannis Kounellis, Nino Longobardi, Robert Mapplethorpe, Anselm Kiefer, Michelangelo Pistoletto e tanti altri che oggi si trova in mezzo ai detriti e alla polvere, quasi fosse stata colpita, per doloroso contrappasso, da un altro terremoto, quello provocato dall'incuria e dalla disattenzione. Così il celebre grido d'allarme immortalato da Andy Warhol nelle tre grandi serigrafie, ripreso dalla prima pagina del «Mattino», e che è stato l'emblema della collezione, riecheggia ancora drammaticamente attuale. Del resto, un destino di precarietà sembra legato fin dall'inizio al progetto artistico di Amelio: dalla sua morte è stato un lento declino, «Purtroppo è una situazione che va avanti da anni. - sottolinea Anna Amelio, sorella del gallerista, la quale con la Fondazione Lucio Amelio e in collaborazione con la Fondazione Mazzotta ha organizzato di recente a Milano la mostra "Warhol-Beuys. Omaggio a Lucio Amelio" - Da quando ha in custodia la mostra la Reggia di Caserta non l'ha mai valorizzata, né in termini di visibilità esterna, né come cura interna. Come fondazione cerchiamo da tempo di trovare una via d'uscita, anche con una gestione comune, ma non abbiamo mai trovato finora una controparte disponibile». La notizia è di quelle che sembra destinata a riaprire le polemiche di quanti da sempre hanno chiesto di spostare la mostra a Napoli. Antonio Spinosa, soprintendente al Polo museale, non commenta e comunica di aver inviato al riguardo una nota al ministero. «Il problema nasce da un conflitto mai risolto a livello burocratico. - spiega Eduardo Cicelyn, direttore del Museo Madre e a suo tempo tra i collaboratori di «Terrae Motus» - Il legato testamentario di Lucio Amelio lascia la collezione alla Reggia di Caserta che, nonostante tutti gli sforzi dei vari soprintendenti, non è la struttura adatta a valorizzare una mostra del genere, perché ha altre priorità e manca della necessaria specializzazione. Una soluzione possibile? Il Madre entro la fine dell'anno destinerà due sale del museo ad alcune opere della collezione, per costruire un ponte di collegamento, fatto anche di informazione e documentazione, con la Reggia». Guglielmo conferma: «La destinazione della collezione sarà quella del complesso della Flora, negli spazi delle ex scuderie, i cui lavori di restauro saranno terminati entro fine anno e dove sarà allestito un museo di arte contemporanea, in sinergia con il Madre». In attesa che il ministero compia la sua verifica e prenda una sua decisione.
CAMPANIA - Bondi, inchiesta su Terrae Motus
La collezione d'arte "Terrae Motus" di Lucio Amelio, ispirata al sisma del 1980, è stata abbandonata e smembrata. Il ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, ha predisposto un'attenta verifica sulla situazione. La mostra non è abbandonata, ma è chiusa per mancanza di personale e problemi di manutenzione. La collezione è stata lasciata alla Reggia di Caserta, che non ha valorizzato la mostra. La Fondazione Lucio Amelio e il Museo Madre hanno cercato di trovare una soluzione, destinando due sale del museo ad alcune opere della collezione. Il ministero ha promesso di prendere una decisione entro fine anno.
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