Il Parco Culturale del Mare emerge domani alla Mortola in una straordinaria cerimonia di assegnazione del Grinzane Villa Hanbury, che intreccia i valori del concorso letterario con un progetto di largo respiro tra le Regioni Liguria e Piemonte. Molto più di un gesto simbolico dunque, il Parco: a firmare laccordo Maria Paola Profumo, presidente del MuMa, istituzione dei Musei del Mare genovesi, e Giuliano Soria, ordinario di Letteratura spagnola dellUniversità di Roma, fondatore e presidente del Premio Grinzane Cavour, con i presidenti delle due Regioni, Mercedes Bresso e Claudio Burlando. È la conferma alle buone intenzioni della macroregione virtuale, per cui anche la cultura (o in primo luogo la cultura, afflitta da cronica debolezza) necessita di un impianto robusto, di ispirazione meno locale e più internazionale. «Tra Piemonte e Liguria sono tante le vicinanze culturali - spiega Giuliano Soria - , e tante le iniziative in Liguria del Grinzane Cavour, dal Premio Hanbury al Premio Biamonti a Scrivi il paesaggio dellolio. Firmeremo un accordo per lavorare insieme che sia anche un matrimonio tra le due culture gastronomiche, un dialogo in corso da centinaia di anni». Il Parco ha quale fine «la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale, storico, paesaggistico e ambientale del territorio ligure e la promozione dei diversi aspetti della cultura locale» ovvero letteratura, arte, appunto enogastronomia, tradizioni. La firma alle 20.30 a Bordighera, sulla terrazza del "Giunchetto", dopo la cerimonia conclusiva del Grinzane Hanbury. «Un classico - aggiunge il professore - non cè nulla di simile in Europa, e dietro cè una storia affascinante, con Sir Thomas Hanbury che fa affari in Oriente. È alloggiato a Mentone, e un giorno con il fratello, ordinario di Botanica a Oxford, ha dalla barca la visione della roccia con sopra resti del castello alla Mortola. E la decisione di fermarsi lì. Con una villa che sembra unAlhambra, dove importa e mette piante. Di qui il premio agli architetti e ai libri che parlano di giardini, attività un tempo aristocratica, oggi un libro di Pejrone raggiunge ottantamila lettori. Occuparsi di giardini è popolare, ora, un microcosmo del bello e del pulito». Un premio poco ortodosso (non si rivolge al supermercato delleditoria) ma attento agli autori e al pubblico, articolato in tre sezioni (libro di narrativa o di creatività nel quale prevalga in modo determinante il sentimento dellambiente e della natura; libro di botanica o architettura, dedicato alla "cultura" dei giardini e dei fiori; personalità distinta nello studio dei giardini e dei fiori). «Avevamo dietro di noi Francesco Biamonti - aggiunge Giuliano Soria - la nostra anima critica. E poi lo scenario, questa Villa Hanbury, non ancora abbastanza conosciuta, come una sorta di paradiso in questa costa devastata di case e pizzerie». Il Premio diviene così uno strumento di dibattito (con uno zoccolo duro ligustico, autoctono o trapiantato, da Nico Orengo a Giuseppe Conte): «Un gruppo di pensiero - conclude il presidente del Grinzane - a cercare di tenere viva una fiammella, una porta verso lEuropa».