Palazzo Grassi esprime «soddisfazione». E Italia Nostra pensa a un ricorso al ministero dei Beni culturali contro gli obelischi. Reazioni contrapposte dopo lapprovazione a larga maggioranza da parte del Consiglio comunale del progetto di restauro di Punta della Dogana firmato da Tadao Ando e finanziato da Francois Pinault. «Siamo grati alla città di Venezia per la fiducia e contenti di poter riprendere i lavori», dice lamministratore delegato di Palazzo Grassi SpA Monique Veaute. Dopo il via libera alle deroghe autorizzative i lavori possono dunque ripartire. Il Consiglio comunale, pur con qualche mal di pancia, ha accolto alla fine linvito del sindaco Cacciari. «Non copriamoci di ridicolo e non mettiamoci a criticare la qualità dei progetti di un architetto come Tadao Ando», aveva detto il sindaco in apertura di seduta. Dunque, ok alla deroga per piazzare i due obelischi in cemento alti dieci metri in campo della Salute. «Unico segno visibile allesterno dei restauri», precisano a Palazzo Grassi. Un segno che però ai puristi non piace per nulla. «È uno scempio», dice il consigliere nazionale di Italia Nostra Gherardo Ortalli, «quello è un luogo simbolo di Venezia, come si fa a piazzarci due colonne in cemento?». Adesso Italia Nostra pensa a un manifesto di denuncia e a un ricorso al ministro dei Beni culturali, dal momento che sugli obelischi hanno dato parere favorevole sia la Soprintendenza che la Salvaguardia. Le altre deroghe riguardano i macchinari sul tetto, che saranno coperti con abbaini. Anche qui secondo Italia Nostra viene alterato lo skyline di Punta Dogana, opera secentesca del Benoni. Ma secondo i sostenitori dellopera era il prezzo da pagare al lavoro di uno dei più grandi architetti contemporanei. Tadao Ando ha fatto del cemento uno dei suoi materiali preferiti. E anche il restauro interno ne fa largo uso. Firmata la convenzione e approvata la delibera per i lavori, adesso si attende soltanto la conclusione dellintervento, prevista per il 2009. «Punta della Dogana», dice ancora Monique Veaute, «sarà un nuovo punto di riferimento internazionale per larte contemporanea». A Punta della Dogana, che sarà restaurata con 30 milioni di euro a carico di Pinault, troverà posto il nuovo centro di arte contemporanea e la collezione permanente Pinault. E stato anche nominato il nuovo comitato scientifico per la gestione degli eventi. Ne fanno parte Giuseppe Barbieri, Carlos Basualdo, Marino Folin, Giandomenico Romanelli, Angela Vettese e Achille Bonito Oliva, il critico che aveva presieduto lo scorso anno la commissione tecnica che aveva aggiudicato la gara per la Dogana a Pinault. «Si è materializzato il terzo obelisco», accusa il consigliere comunale di Fi Michele Zuin, «è davvero scandaloso, come se chi affida lappalto poi partecipasse ai lavori. Si dimetta».
VENEZIA - Dogana, nuova bufera sugli obelischi
Il Consiglio comunale di Venezia ha approvato con larga maggioranza il progetto di restauro di Punta della Dogana, firmato da Tadao Ando e finanziato da Francois Pinault. Il progetto prevede la piazzatura di due obelischi in cemento in campo della Salute, che ha suscitato reazioni negative da parte di Italia Nostra, che pensa a un manifesto di denuncia e a un ricorso al ministro dei Beni culturali. Il sindaco Cacciari ha accolto linvito del progetto e ha detto che non si deve "coprirsi di ridicolo" e criticare la qualità dei progetti di un architetto come Tadao Ando. Il restauro interno prevede luso di cemento da parte di Ando, che è stato criticato da Italia Nostra.
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