Reggia di Caserta. Il giorno dopo il reportage del Corriere della Sera, che ieri ha denunciato lo stato di abbandono e di degrado in cui da due anni sono lasciati i capolavori della collezione. Amelio, le conseguenze non si fanno attendere. Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi annunciaunispezione e un sopralluogo di persona. La situazione descritta da Gianluigi Colin è questa: cè unopera di Anselm Kiefer appoggiata in un angolo, al buio; cè una scultura di Pietro Gilardi accatastata sotto unopera di Miquel Barcelò; ci sono tele di Andy Warhol abbandonate accanto ad anonimi cartelloni e istallazioni di Joseph Beyus ricoperte, di polvere. Eccetera, eccetera. Il ministro, «preso atto di quanto riportato nellarticolo» dice una nota ufficiale, accoglie lappello a fare presto. Ma smentisce che la situazione attuale sia attribuibile « alla diminuzione di fondi» come, invece, ha dichiarato il sovrintendente della Reggia Enrico Guglielmo («I 300 mila euro che riceviamo oggi per la Reggia - diceva nellarticolo - sono meno della metà di sette anni fa»). Per vederci chiaro, il ministro Bondi - sollecitato da Nicola Spinosa, sovrintendente del Polo museale di Napoli, che aveva già tentato di portare a Napoli la collezione - ha predisposto una «attenta verifica» sullo stato di salute delle opere e si è impegnato «a visitare di persona la raccolta durante una sua prossima visita in Campania». La collezione formata da 71 opere ha, oltre a un valore commerciale di diversi milioni di euro, unaffinità tematica che la rende unica: ideata e voluta dal gallerista Lucio Amelio allindomani del sisma che nel novembre 1980 colpì lIrpinia tema cui le opere sono ispirate - fu poi donata (con lascito testamentario per novantanove anni) alla Reggia, perché fosse visibile a tutti. Lintervento del ministro Bondi non è lunico scossone provocato dal reportage: perché a Napoli cè già chi si fa avanti per offrire una nuova casa alle opere di Warhol, Vedova, Rauschenberg e degli altri maestri dellarte contemporanea che alla Reggia convivono con macerie e spazzatura. In unintervista pubblicata oggi sul Corriere del Mezzogiorno Eduardo Cicelyn, direttore del Madre Museo di Arte Contemporanea Donna Regina di Napoli, parla di un precedente accordo verbale con il sovrintendente Enrico Guglielmo, formalizzato ieri per iscritto con una lettera, per il prestito a lungo termine di opere della collezione Amelio, che saranno esposte al museo «Madre» di Napoli due alla volta. Unoperazione che fa già discutere, in quanto finirebbe con lo smembrare una collezione che Amelio concepì perché fosse vista nella sua interezza.