Valpolicella e Chianti, territori ricchissimi di storia, legati a nomi di vini prestigiosi. E con gli stessi problemi: lottizzazioni anonime che mangiano un po' tutto, senza rispetto, casolari antichi, manufatti, cipressi centenari. Ampio spazio è stato dato alla Valpolicella, ieri mattina a Firenze nel convegno sul tema «Emergenza in Toscana: crisi di un modello regionale di sviluppo», organizzato dalla Rete di comitati per la difesa del territorio, presieduta dal professor Alberto Asor Rosa. Della rete fa parte anche l'associazione Salvalpolicella, invitata al convegno, proprio per la similitudine dei problemi. A parlare di Valpolicella, e del progetto di costituirvi un Parco, è stato il presidente dell'associazione, Pieralvise Serego Alighieri, discendente di Dante, il toscano più famoso. «La cosa indubbiamente più importante di questa Rete è che ci consente di essere in contatto con realtà similari», spiega Serego Alighieri, «confrontarsi, scambiarsi idee e notizie. Ho presentato a questo affollatissimo convegno il progetto di legge di iniziativa popolare, predisposto da Salvalpolicella, che vuole rappresentare un chiaro punto di svolta nel modo di considerare la gestione del nostro territorio. Ho ribadito e voglio sottolineare che Parco in questo caso non vuol dire tutto bloccato, non si fa più nulla. Il Parco, invece, deve essere uno strumento che dà agli amministratori una possibilità per pianificare i vari interventi e, più in generale, gestire meglio il territorio». Insomma, non un assoluto divieto di costruire, specie per i residenti, ma un modo intelligente di recuperare l'antico, di sistemarlo e valorizzarlo. «Mi auguro che gli amministratori recepiscano questa proposta di legge a loro favore, non in senso negativo. Crediamo che, come un bene di valore si cerca di conservarlo e di fare tutto perché non ci venga rubato o danneggiato, così venga visto il territorio di pregio: va difeso da chi cerca di distruggerlo. Quindi, in questo senso, il Parco della Valpolicella potrebbe fare da cassaforte o da recinzione, evitando che ciascuno faccia i comodi suoi su un bene che è di tutti». Per questo una parte essenziale del progetto prevede il recupero del «brutto esistente», mitigandolo, nascondendolo o migliorandolo. «E questo dipende dalla sensibilità di chi amministra, perché gli strumenti ci sono per intervenire in questo senso, e ovviamente dipende anche da tutti noi. La Valpolicella è una situazione atipica, è abbastanza articolata come pianificazione, essendo già riempita di insediamenti; l'inizativa di creare il Parco va letta come un'opportunità che viene data per decidere». E per quanto riguarda realtà industriali impattanti come il cementificio o la fabbrica di batterie a Fumane? «Il problema del cementificio è uno dei più grossi della Valpolicella», risponde Serego, «il Parco dovrà prevedere soluzioni per l'esistente, sistemazione o ripianificazione. Sono assolutamente d'accordo su un referendum per sentire effettivamente cosa ne pensa la popolazione . Direi che bisognerebbe allargarlo anche alla questione delle cave e soprattutto, provocatoriamente, propongo che si chieda come si vuole che sia la Valpolicella tra 15 o 20 anni. Bisogna che la gente rifletta su cosa sta accadendo, primi fra tutti i vitivinicoltori, che rischiano grosso; altrimenti va a finire che ogni cosa ci scivola sotto i piedi, senza fare nulla e ci ritroviamo tra un decennio con danni che non si possono più sanare». E' già stata presentata in Regione la domanda per ottenere l'assistenza tecnico-giuridica, che dovrebbe essere concessa entro una decina di giorni; passo necessario per la successiva presentazione del progetto di legge di iniziativa popolare previa la raccolta di cinquemila firme in Veneto. L'iter sarà lungo, se ne riparlerà in autunno. Il progetto è stato predisposto con la collaborazione tecnico-giuridica del dottor Gian Paolo Bastia, presidente di Assolago, l'associazione sorella che opera sul Garda ed è coordinato con una analoga iniziativa (che verrà presentata tra qualche settimana) avviata dal comitato per il Parco delle colline moreniche, presieduto dal professor Emilio Crosato, che sta predisponendo due progetti di legge consimili per la costituzione di due parchi regionali, per le aree del Garda veneto e delle colline.
VENETO - Valpolicella, poi il Garda Al via la sfida per i Parchi
Il presidente dell'associazione Salvalpolicella, Pieralvise Serego Alighieri, ha presentato un progetto di legge di iniziativa popolare per la costituzione di un Parco della Valpolicella. Il progetto vuole rappresentare un chiaro punto di svolta nel modo di considerare la gestione del territorio, non bloccando tutto, ma offrendo un modo intelligente di recuperare l'antico, sistemarlo e valorizzarlo. Il Parco dovrà prevedere soluzioni per l'esistente, come il cementificio e le cave, e dovrà essere un strumento per gli amministratori per pianificare gli interventi e gestire meglio il territorio.
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