Incluso nella lista degli enti inutili, insorge la città. E il ministro frena La ex prigione della Gestapo. Il direttore Parisella: "Ora sono più tranquillo" IL MUSEO della Liberazione di via Tasso non cadrà sotto la scure del ministro Brunetta intento a tagliare gli Enti inutili. Lo ha precisato ieri il portavoce del Ministro per la Pubblica Amministrazione, Vittorio Pezzuto, dopo che un coro di disapprovazione aveva accolto la notizia secondo cui Via Tasso avrebbe potuto essere spazzato via. «Larticolo 26 del decreto che prevede la soppressione di enti pubblici non economici con una dotazione organica inferiore alle 50 unità», ha detto Pizzuto, «riguarda esclusivamente gli enti pubblici che svolgono attività strumentali per un Ministero. Non riguarda pertanto i musei, tanto meno il Museo storico della Liberazione di Roma in via Tasso». In difesa del Museo, che ha sede nella ex prigione della Gestapo, si erano alzate però già moltissime voci. Per lex ministro della Cultura Francesco Rutelli, che a gennaio aveva donato al direttore del Museo le chiavi dellappartamento che lo ospita, si sarebbe trattato di un «orrore burocratico», mentre il segretario nazionale del Pd Walter Veltroni ha definito leventuale scioglimento dellEnte «un affronto inaccettabile e inqualificabile nei confronti della nostra memoria collettiva e di tutti quegli italiani che hanno pagato con la loro vita il prezzo delle nostre libertà». Anche dal sindaco Gianni Alemanno era arrivato un «altolà»: «escludo che il museo di via Tasso possa essere oggetto di tagli. Penso che ci sia stato un equivoco e comunque il Comune di Roma è contrario a questo taglio». Per ribadirlo il sindaco ha messo in agenda una visita al Museo di via Tasso il prossimo 22 luglio. Una lettera al ministro Brunetta era stata inviata ieri dal deputato del Pd Enrico Gasbarra, già presidente della Provincia, con un appello per salvare via Tasso. Lattuale presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, aveva da parte sua subito annunciato al direttore del Museo che se il piano di tagli del governo avesse incluso il Museo della Liberazione la Provincia lo avrebbe «sostenuto economicamente». Anche dopo le rassicurazioni del governo Zingaretti ha precisato: «Sosterremo il museo con un investimento per ristrutturare e arricchire la parte museale e per produrre materiale di divulgazione sullimportanza di questo luogo». Il direttore del Museo della Liberazione, Antonio Parisella, che ha ringraziato Zingaretti per il contributo annunciato, si è detto parzialmente tranquillizzato dalle spiegazioni del ministero: «Si equivoca tra il Museo come attività e il Museo come ente: Sono soddisfatto della rassicurazione del ministero ma non ci siamo sbagliati: in realtà unattenta lettura dellarticolo 26 del decreto legge confermerebbe il rischio concreto di scioglimento. Ora le parole del ministero hanno però fugato questo pericolo».
ROMA - "Non toccate il museo di via Tasso"
Riassunto in massimo 200 parole:
Il Museo della Liberazione di via Tasso non è stato colpito dal piano di tagli degli enti inutili del governo. Secondo il portavoce del Ministro per la Pubblica Amministrazione, Vittorio Pezzuto, larticolo 26 del decreto riguarda esclusivamente gli enti pubblici che svolgono attività strumentali per un Ministero, non i musei. Il direttore del Museo, Antonio Parisella, si è detto parzialmente tranquillizzato dalle spiegazioni del ministero, ma ha precisato che un attenta lettura dellarticolo 26 del decreto legge confermerebbe il rischio concreto di scioglimento.
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