Il ministro per le Attività culturali Bondi si complimenta con i curatori. Fino a novembre visite gratis La visita del ministro Sandro Bondi al museo storico del Teatro San Carlo, inaugurato ieri pomeriggio proprio dal titolare del dicastero per i Beni e le attività culturali, è durata lo spazio di una corsa tra le meraviglie esposte: meno di 30 minuti. Quanto è bastato a Bondi per complimentarsi con i curatori dellesposizione, Alessandro Nicosia, Laura Valente e Giusi Giustino. E per applaudire al coup de théatre del presidente Bassolino, giunto al museo con un dono della Regione, già incorniciato e pronto a essere esposto proprio in quelle sale: una lettera del 1861 scritta da Giuseppe Verdi allallora direttore del San Carlo. «La lettera stava per essere venduta da un privato ad un acquirente straniero - spiega Bassolino - Ma ci è sembrato giusto che, invece, restasse in Italia». «Dopo le lettere di Rossini, che sono esposte in questo museo, la Regione ha deciso lacquisto anche di questo testo di Verdi - aggiunge Rachele Furfaro, consigliere culturale del presidente della Regione - Appena saputo che il privato che la possedeva stava per venderla, ci siamo messi allopera per acquistarla noi». E via con le perizie tecniche e storiche, tra cui quella di autenticità dellarchivio di Stato di Parma, prima di fissare il prezzo della missiva (nella quale Verdi si lamenta per la mancata messa in scena del suo "Ballo in maschera" al San Carlo): 4 mila euro. Ed è stato alle porte del Museo che il ministro Bondi ha parlato del San Carlo come di uno dei simboli più importanti di questa capitale europea. «La rinascita del teatro - aggiunge - è simbolo dei grandi sforzi che questa città e questa regione stanno facendo per superare le difficoltà in cui si trovano». Ma i guai della Campania restano fuori dalle sale magiche del museo del San Carlo. Del quale è raccontata la storia - dalla sua nascita, nel 1737 per volontà di Carlo di Borbone, ad oggi - attraverso materiali originali, scenografie, bozzetti, costumi, figurini, disegni, dipinti, materiali darchivio, libri e fotografie. E proprio dinanzi alle fotografie - a quelle che la ritraggono sul palco - si è soffermata ieri a lungo una icona della danza italiana, Carla Fracci, che ha voluto esser presente allinaugurazione del museo. (bianca de fazio)