Solo in Giappone i media danno la caccia ai connazionali che hanno imbrattato i muri del Duomo di Firenze. Che però non sono firmati solo dai giapponesi, anzi. Facendo i 463 gradini che da terra conducono alla Cupola, si scopre che il paese del Sol Levante è tra i meno rappresentati nei graffiti sui muri che accompagnano la lunga scalinata e anche sulle colonne marmoree della cupola simbolo di Firenze. La verità è che solo sui pavimenti non c'è traccia di scritte: muri e colonne, da terra fino agli 85 metri della cupola, sono pieni di firme italiane, inglesi, statunitensi, sudamericane, oltre a qualcuna giapponese. Per salire sulla lanterna bisogna passare dall'ingresso laterale del Duomo, Sei euro, zero controlli (nemmeno dentro lo zaino) ma qui l'arma più usata sembra il pennarello. Fin dall'inizio della salita, i muri del percorso sono strapieni di scritte di ogni tipo: firme, disegni, dediche, volgarità di vario tipo. Spesso è più la parte di parete imbrattata che quella intonsa. Il tutto, in barba ai cartelli che intimano «vietato scrivere sui muri», anche perché non ci sono controlli. Un'antologia di graffiti? «Boca Juniors campeon '98» (mano probabilmente argentina), «Tottenham Hotspurs » (inglese), «Osterreich» (austriaca),«Uruguay Sudamerica ». Indimenticabile anche «Sono io Lorenzo il Magnifico 9-11-07» e «Bibo e Biba» circondato da un cuore. Ovviamente, non può mancare l'ormai trendy «Acab», l'acronimo inglese che prende di mira le forze dell'ordine, molto in voga nel mondoultrà. Dopo 463 gradini si arriva finalmente a dominare Firenze, toccando quasi la Cupola. Non c'è colonna esente da inchiostro, mentre il bianco risulta colore di minoranza. Se alcuni graffiti risalgono addirittura al 1993, stando alla firma ovviamente, molti sono scoloriti aumentando se possibilel'effetto imbrattante, almeno ad occhio. Anche sulle colonne impera il plurilinguismo, arrivando dall'Occidente al Giappone. Ma tra le migliaia di scritte non mancano gli evergreen: «Pink Floyd the wall», classi di italiani in gita che si firmano, X ama Y. Lascia perplessi solo un «Reagan was here» con accanto il simbolo della pace. In un contesto in cui l'Opera di Santa Maria del Fiore spende ogni anno 400mila euro per la manutenzione del complesso. Intanto, la Regione Toscana ha invitato a Firenze l'ambasciatore giapponese in Italia, Yuji Nakamura, dopo le scritte sul Duomo da parte di turisti giapponesi e le scuse alla città del Paese del Sol Levante. «Sarebbe significativo - ha sottolineato l'assessore regionale alla cultura Paolo Cocchi - se l'ambasciatore potesse essere presto ospite di Firenze e della Toscana nel nome di un'amicizia fra i due popoli che questa vicenda di graffiti sul Duomo di Firenze ha certamente rinsaldato».
FIRENZE - Cupola del Duomo, 463 gradini di graffiti
Il Duomo di Firenze è coperto di graffiti di ogni tipo, provenienti da diverse nazionalità, tra cui italiani, inglesi, statunitensi, sudamericani e giapponesi. I muri e le colonne sono pieni di firme, disegni e dediche, mentre solo i pavimenti non mostrano traccia di scritte. La vicenda è stata segnalata alla Regione Toscana, che ha invitato l'ambasciatore giapponese in Italia, Yuji Nakamura, a Firenze. L'assessore regionale alla cultura Paolo Cocchi ha sottolineato che la vicenda di graffiti ha rinsaldato l'amicizia fra i due popoli. Il Duomo spende ogni anno 400mila euro per la manutenzione, ma non ci sono controlli sui graffiti.
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