«La città da rottamare» era stato il provocatorio titolo di un convegno, ora è anche quello di un libro, sottotitolo «Dal dismesso al dismettibile nelle città del dopoguerra». Curato da Marina Dragotto e Giusi India, edito dall'Audis, l'Associazione aree urbane dismesse (prefazione del suo presidente Roberto D'Agostino), sarà presentato oggi alle 18 a Torino, allo spazio «Dal Cucchiaio alla Città-Ar-chiworld.tv» nell'incontro promosso e organizzato dal comune. Partecipano Roberto Tricarico, coordinatore nazionale della commissione casa Anci, Silvio Virando, direttore della Divisione edilizia residenziale pubblica, Pierre Mansat, vicesindaco di Parigi, Edith Felix-Faure, della Maison de l'Ar-chitecture de l'Isère Grenoble, Giovanni Caudo, Università di Roma 3, Giovanni Magnano, comune di Torino e l'assessore comunale, Ilda Culti, alle politiche per l'integrazione, Pasquale Cifani, presidente della Fondazione Antonino Monaco. Beppe Rovera, giornalista, trarrà le conclusioni. Il volume pone al centro della discussione il bilancio della città costruita nel dopoguerra, quella che gode di pessima fama, come dimostrano le parole poco benevole del ministro Bondi pronunciate a Torino, all'apertura del congresso mondiale degli architetti. Il fenomeno della dismissione urbana è di proporzioni ampissime: iniziato da qualche decennio, continua a espandersi, e le sue conseguenze fanno meno paura. L'esperienza ha dimostrato che i vuoti urbani determinati dall'abbandono di parti di città non sono problemi insormontabili da risolvere. E lo dimostra, per esempio, Spina 3 di Torino, il luogo dove si svolge l'incontro di oggi. Nel libro Federico Della Puppa quantifica nel 7,4 la dimensione del patrimonio residenziale teoricamente dimettibile-rottamabile sul totale delle abitazioni esistenti in Italia. È un problema che riguarda 2 milioni di famiglie. La rottamazione edilizia è uno dei temi più scottanti della nostra epoca, e di questa ha tutte le caratteristiche: è globale e locale nello stesso tempo, riguarda le periferie cittadine di tutto il mondo; è economico e sociale; è particolare però si può risolvere solo a livello generale; è personale eppure squisitamente politico. È insieme ideologico e pratico. È, naturalmente, architettonico. È portatore di sollecitazioni infinite e di contraddizioni. A tutto questo Archiworld.tv ha risposto con una sua puntata, realizzata in occasione del convegno Audis, visibile sul web. Si incontrano testimonianze d'autore: Pasolini, Calvino, Bruno Zevi che parla del Corviale e del progetto di Frank Lloyd Wright per il suo grattacielo alto un miglio; spezzoni di grandi film quali Prova d'orchestra di Federico Fellini o The architect di Matt Tauber. Si trovano documentali a tema con reali esplosioni e demolizioni periferiche (Quelli di via Artom di Stefano Scarafia, Civico Garrone 73 di Alberto Signetto) o spot con esplosioni virtuali, come lo scoppio dei colori nella contemporanea pubblicità della Sony; o le suggestioni, di dieci anni fa, del Mulino Bianco che portava l'erba in città. I fil rouge di queste due puntate di Archiworld.tv sono i brani tratti da Ambiente Italia di Rovera. In parallelo, sul web si possono seguire le vicende delle periferie attraverso le nuove televisioni, di quartiere, di strada, di condominio. Tra le citazioni d'autore, esemplare quella da Prova d'orchestra di Fellini: la palla della demolizione colpisce l'oratorio duecentesco dove i musicisti si dilaniavano più che provare. Ci sono feriti, cocci e macerie, c'è apparente desolazione. Ma dalle macerie può partire la rinascita. Il direttore tedesco rialza il leggio, invita i maestri ad «aggrapparsi alle note»; dice: «Noi siamo musicisti, la musica salva noi». Questo, manzonianamente, è il sugo: l'architettura, e la buona edilizia, possono salvare le città.
Città da rottamare, si vince con la qualità
Oggi a Torino si svolge un convegno promosso e organizzato dal comune, curato da Marina Dragotto e Giusi India, sull'argomento "La città da rottamare: dal dismesso al dismettibile nelle città del dopoguerra". Il libro, pubblicato dall'Audis, esplora il fenomeno della dismissione urbana e le sue conseguenze. Il volume quantifica il patrimonio residenziale teoricamente dimettibile-rottamabile in Italia al 7,4% e riguarda 2 milioni di famiglie. Il convegno ospita esperti e politici, tra cui il vicesindaco di Parigi e l'assessore comunale di Torino.
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