Viene da gridare: «Siamo lutti giapponesi!». O almeno, lo dovremmo essere. Perché contiene una morale bellissima, e assolutamente da importare nella nostra città e nella cultura italiana, la parabola di quei giapponesi che pizzicano un connazionale mentre imbratta il Duomo dì Firenze, lo denunciano e quello viene punito nel suo Paese e rischia il posto di lavoro. La morale è che il bene pubblico e la bellezza nazionale e intenrazionale, di cui Roma è gonfia più d'ogni altra città, si tutelano con l'aiuto di tutti. Tramite tante "sentinelle" della cultura, senza uniformi, senza aggressività, senza bisogno di ronde e armate soltanto di un infinito senso civico, che si prendono cura dei monumenti e dei luoghi di pregio. Che si fanno difensori civici e tutori naturali e comuni tari dei siti archeologici e delle magnificenze artistiche che sono sottoposte al rischio graffiti, al pericolo dell'imbrattamento e dell'imbruttimento. «Scusi, lei, può evitare per cortesia di fare i baffi a questa statua di Iside?», deve -può! - dire un passante nel Foro Romano a chiunque non lo rispetta, magari credendosi non un semplice maleducato, ma un surrealista da strapazzo che disegna i baffi a una Gioconda imperiale. Contro i vandali, e contro chi scrive «a bonaaaa!!!» sul busto di una matrona d'età repubblicana o «a pederasta!» sulla statuto che raffigura un gladiatore, dobbiamo chiamare i giapponesi? No, pensiamoci noi. Con una responsabile vigilanza democratica. Che non grida «banzai!», anche perché non siamo kamikaze, ma consiglia pacificamente: «Giù le mani dal patrimonio del mondo!».
Ecco la strada giusta: diventiamo tutti giapponesi, sentinelle dei nostri tesori
Un articolo di giornale esorta gli italiani a prendere cura del patrimonio culturale e artistico del paese, come il Duomo di Firenze e i siti archeologici, contro i vandalismi e gli graffiti. La morale della storia raccontata è che il bene pubblico e la bellezza nazionale si tutelano con l'aiuto di tutti, senza bisogno di uniformi o aggressività. L'autore invita i lettori a essere responsabili e a chiamare i responsabili dei danni, piuttosto che gridare "vandali" o "surrealisti". Si chiede di evitare di fare danni a monumenti e opere d'arte, come la statua di Iside nel Foro Romano.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo