II processo di salvaguardia della Valpolicella fa un passo avanti. Forse definitivo. Almeno così spera Pier Alvise Serego Alighieri, il presidente di SalValpolicella, l'associazione che dal 2006 è impegnata nella tutela del suo territorio, viste le positive notizie che giungono dal ministero della Cultura di Roma. Secondo una nota diffusa dallo stesso dicastero, infatti, il ministro Sandro Bondi, ria chiesto al sovrintendente regionale per i beni culturali e paesaggistici, Ugo Soragni, una relazione dettagliata per approfondire il tema del crescente livello di inurbamento della Valpolicella. Lo scopo del ministro è quello di utilizzare la relazione per valutare future azioni da intraprendere a salvaguardia del territorio della Valpolicella e del suo patrimonio paesaggistico in collaborazione con la Regione e gli altri Enti locali. Per chi da anni, si batte per un territorio bello e fragile come quello della Valpolicella, un sospiro di sollievo e anche la convinzione che l'ultima trasferta fiorentina, avvenuta solo sabato, ha portato ad un impegno formale da parte del Governo. «Siamo di fronte indubbiamente ad un segno positivo - commenta il presidente Serego Alighieri - un segnale di speranza dopo che il precedente ministro, pur contattato, non ci aveva dato risposte in merito. Adesso si fa più concreta la possibilità di costituire un piano per la salvaguardia della Valpolicella». E il piano, per chi fa parte di SalValpolicella, si declina in un solo modo: parco regionale. L'unico modo che c'è per definire un modello di sviluppo complessivo e uniforme, perché sovracomunale e non legato alle singole amministrazioni locali. «Il parco regionale - spiega Serego Alighieri - è lo strumento che permetterà di uscire dal circolo vizioso dei tanti campanili. Grazie al parco la Valpolicella verrà considerata finalmente un territorio unico e non una somma di tante piccole amministrazioni indipendenti. In questo modo si potrà utilizzare una visione di sviluppo e salvaguardia super partes capace di valutare nel suo complesso i bisogni di un'area unitaria». Ma prima di arrivare alla realizzazione del parco c'è la necessità di redigere la relazione che il ministero ha affidato alla Sovrintendenza regionale. Bondi, anche dai dati presenti nel testo, deciderà quale sarà la soluzione più adatta da intraprendere. «Abbiamo fiducia nelle capacità della Sovrintendenza - sottolinea Serego Alighieri - ma, come sempre, rimaniamo propositivi». E soprattutto vigili nei confronti di un territorio che è già stato in parte danneggiato e che per questo va tutelato da ulteriori attacchi e sfregi. Il nodo da sciogliere è sempre lo stesso: quale tipo di sviluppo dare alla Valpolicella. «H modello fin qui proposto - ribadisce Serego Alighieri - quello che prevede, nuovi insediamenti abitativi, nuove strade e nuove aree produttive chiaramente non è più valido. Il mondo è cambiato e lo sviluppo oggi si può coniugare solo con la parola rispetto. In più la Valpolicella ha la fortuna di aver legato il proprio nome ad un prodotto come il vino che di per sé è una ricchezza. Sarebbe un delitto perdere tutto questo in nome di un'idea di sviluppo miope, determinata da interessi localistici e con il respiro evidentemente corto». Non resta perciò che guardare al nuovo impegno della politica verso la Valpolicella, «tenendo presente però - conclude Serego Alighieri - che già in passato sono stati fatti degli errori e che parte di questo territorio è andata perduta».