L'ecomostro di Procchio? Lasciamolo sottoterra. E' la proposta di Legambiente dopo che lo scheletro sgangherato di quello che doveva diventare un centro servizi è approdato sulle cronache nazionali, risultando tra gli otto scempi paesaggistici della Toscana. Legambiente sostiene che grazie alla manovra sull'Ici il Governo non ha più i fondi per abbattere questi abusi, si cerca perciò di trovare soluzioni meno impattanti, che riducano la superficie invasa dal cemento, dando respiro alle zone degradate. Umberto Mazzantini - responsabile di Legambiente per le isole minori - lancia una proposta che verrebbe incontro alle esigenze degli ambientalisti e degli investitori. «Si potrebbe lasciare e terminare il parcheggio sotterraneo - spiega - e abbattere il pian terreno. Procchio ha davvero bisogno di posti auto, mentre credo che la crisi del mercato immobiliare non renda più conveniente costruire 24 appartamenti. Al di là delle vicende giudiziarie ancora in corso, credo che il Comune di Marciana possa trovare il modo di ridurre la cubatura del progetto originario». Luigi Logi, sindaco di Marciana, non ci sta a farsi suggerire la soluzione da quel Cigno Verde che per primo usò la parola ecomostro a proposito del progetto di Procchio, che insisteva, fuori da ogni logica, su una delle zone rosse post-alluvione del 2002. «E' davvero un'espressione impropria, non giustificata dalla reale entità dell'opera. E poi prima di parlare bisognerebbe conoscere bene l'argomento. Il Comune aveva già ridotto la cubatura da 19000 a 7500 metri cubi, adesso che è stata varata la concessione, non possiamo più tornare indietro, rischieremmo una denuncia. E' una vergogna che si scateni una polemica così vasta su un condominio di 24 appartamenti, senza vedere che cosa sta succedendo negli altri Comuni. La questione giudiziaria è un capitolo a parte su cui non voglio entrare». Logi non è affatto convinto che limare il progetto originario sia un vantaggio per Procchio. «Il bene di Procchio è di terminare al più presto il centro servizi così come è stato previsto, è questo che vuole anche la maggior parte dei residenti». Se la Finanza e la Forestale, su ordine della magistratura, l'otto ottobre 2003 non avessero messo i sigilli al cantiere, oltre agli appartamenti sarebbero stati realizzati 21 attività commerciali, 5 magazzini, 56 posti auto privati, 160 posti pubblici. Invece, in attesa della conclusione del processo, che vede coinvolti i costruttori Franco Giusti e Fiorello Filippi, il procuratore livornese Germano Lamberti e l'ex prefetto Vincenzo Gallitto, accusati a vario titolo di corruzione, rimangono in piedi i pilastri del pian terreno, con i sotterranei che si allagano ogni volta che piove, costituendo una spina nel fianco che minaccia l'armonia del golfo di Procchio. Elena Maestrini
MARCIANA L ecomostro? Diventi un parcheggio
Il comune di Marciana ha proposto di ridurre la cubatura del progetto di Procchio, un ecomostro che è stato approvato ma non completato a causa di una polemica giudiziaria. Legambiente sostiene che il progetto è un abuso paesaggistico e propone di terminare il parcheggio sotterraneo e abbattere il pian terreno. Il sindaco di Marciana, Luigi Logi, non è convinto che la riduzione del progetto sia una buona soluzione e sostiene che il Comune non può più tornare indietro. La questione giudiziaria è un capitolo a parte e il sindaco non vuole entrare in discussione.
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