Il gruppo consiliare: «La nostra posizione non cambia: troppi nodi da sciogliere» An cagliaritana contro Berlusconi. Pazienza se anche il premier (e leader del Pdl) ha detto sì al Betile. Il gruppo di An in consiglio comunale, guidato da Alessandro Serra, resta fermo sull'ostilità al grande museo nuragico firmato dallo studio Zaha Hadid architects di Londra. Se poi Berlusconi volesse davvero intervenire sul Betile «mandi una troupe di Striscia la Notizia », ironizzano gli aennini, cagliaritani, ipotizzando una grande incompiuta. «L'eventuale consenso del governo alla realizzazione del Betile», si legge in una nota «ammesso e non concesso che il presidente del Consiglio dei Ministri abbia avuto piena conoscenza del progetto, non cambia di una virgola la posizione di An, che non ne ha mai fatto una questione di schieramento politico. Ma nca un progetto culturale (costruiscono un museo senza avere la certezza di cosa esporre), non c'è chiarezza sui costi (partiti da 46 milioni, come annunciato dal presidente della Regione durante un conferenza stampa al Lazzaretto il 20 novembre 2006, verosimilmente supereranno i 100 mila euro). L'affermazione secondo la quale il Betile dovrebbe dare lustro alla Sardegna è smentita dallo stesso studio di fattibilità commissionato dalla Regione, che parla di una spesa di gestione annua di 1 milione e 600 mila euro per il numero, ridicolo, di 75 mila visita tori l'anno». Nonostante la genesi del Betile debba qualcosa anche al centrodestra (fu il sindaco Emilio Floris a insistere su Sant'Elia come sede del museo, mentre l'assessore comunale all'Urbanistica Gianni Campus prese parte alla commissione che scelse il progetto della Hadid) An si è sempre opposta arrivando perfino a spaccare la giunta. «Non ci piace questa procedura a due velocità», prosegue il comunicato, «la Regione preme sull'acceleratore per il Betile e resta in folle sulla riqualificazione del quartiere. Sono altre le necessità urgenti della città. Proprio da cagliaritani, da amanti della città, riteniamo che non si possa sfregiare il lungomare e l'identità del capoluogo con un'opera che, benché progettata da un' archistar, resta un colosso alto 36 metri e lungo 350 metri, che, lungi dall'assecondare la bellezza e la specificità del paesaggio, lo riscriverebbe per renderlo simile ed omologato a quello di altre città in cui si stanno realizzando progetti molto simili». POLEMICHE con l'opposizione. «Anziché rispondere con argomenti concreti a queste osservazioni, i fautori, totalmente acritici, del progetto attaccano chiunque ad esso si opponga». E ancora Cavaliere: «Se proprio Berlusconi vuole occuparsi del finto museo, mandi tra qualche anno una troupe di Striscia la Notizia per riprendere l'ennesima inutile incompiuta italia - na, ma eviti di apparire tra coloro i quali hanno posato la "fatidica" prima pietra».