LINSEDIAMENTO IN COSTRUZIONE A NOVOLI - 45 mila metri quadri di superficie, una multisala cinematografica, una palestra e 120 negozi fra cui un supermercato, una realtà più vasta dei Gigli di Campi Bisenzio - non è un vero centro commerciale e dunque non deve essere autorizzato da una Conferenza dei servizi in seduta pubblica, come è previsto per lapertura di «una grande struttura di vendita». Ieri in consiglio comunale lassessore allurbanistica Gianni Biagi, rispondendo a Ornella De Zordo, consigliera di «Unaltracittà», ha difeso la correttezza delle procedure. Il 2 luglio 2001 il consiglio comunale approvò la variante al piano di recupero dellarea ex Fiat, adottata la quale è divenuto del tutto legittimo consentire lavvio dei lavori con una Dia (una dichiarazione di inizio di attività), senza ulteriori passaggi. Ciò non significa, secondo lassessore, abdicare al controllo sullo sviluppo urbanistico e commerciale della città. E proprio questo, invece, che Ornella De Zordo contesta allamministrazione. Il complesso in costruzione a Novoli (che invero la Larry Smith Italia commercializza come «Centro commerciale San Donato») «si configura sul piano urbanistico come uno degli interventi più pesanti della città», e «avrà effetti gravissimi sulla zona, già congestionata», sulla piccola distribuzione, sui cinema vicini. Eppure - si indigna De Zordo - lassessore sostiene con tranquillità che è stata sufficiente una semplice Dia, come «per un qualunque intervento di ristrutturazione di un singolo immobile». Questo - accusa - significa consegnare di fatto un pezzo di città a un gruppo industriale.
TOSCANA - Più grande dei Gigli basta una Dia per farlo
Il comune di Novoli ha autorizzato la costruzione di un complesso commerciale di 45.000 metri quadrati, compresa una multisala cinematografica e 120 negozi, senza una Conferenza dei servizi in seduta pubblica. L'assessore all'urbanistica Gianni Biagi ha difeso la procedura, affermando che non si è abdicato al controllo sullo sviluppo urbanistico e commerciale della città. Tuttavia, la consigliera di Unaltracittà Ornella De Zordo contesta questa decisione, affermando che la costruzione avrà effetti gravissimi sulla zona congestionata e sulla piccola distribuzione. De Zordo accusa Biagi di aver consegnato di fatto un pezzo di città a un gruppo industriale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo