Scontro nella famiglia Vassallo e larea attrezzata non parte Lannuncio risale a due anni fa, ma il pedaggio si paga ancora come sempre Due anni fa lannuncio: addio al pedaggio a Capo Gallo, sì alla riserva gestita dalla famiglia Vassallo, proprietaria dellarea. Ma dopo due estati, non è cambiato nulla rispetto al passato: il cancello è ancora lì e per accedere si continua a pagare un balzello, che va dai 15 euro per i caravan, ai 5 per le auto, 2 euro per le moto, 50 centesimi per i pedoni. Tariffe doppie nei festivi. E della riserva attrezzata, con banchine galleggianti per gli scafisti, guide turistiche e marine, parco giochi, biciclette a nolo, punti di ristoro e guardia medica, non cè neppure lombra. Cosa è successo? Due anni fa, la famiglia Vassallo sembrava aver trovato laccordo con la Regione per la gestione della zona, sottoposta a vincolo paesaggistico. I cinque proprietari avrebbero dovuto cedere parte della proprietà a prezzi di esproprio in cambio della possibilità di gestire una società di servizi ai visitatori. Il piano che prevedeva di destinare il mare alla libera balneazione, era stato depositato alla Regione. Il primo ok era arrivato, mancava solo il via libera esecutivo. Poi tutto è sfumato nel nulla. «Circa un anno fa - spiega Giuseppe Vassallo, 76 anni, terzo dei 5 fratelli - ho incaricato i miei tecnici di investigare sullo stato degli atti. Ma alla Regione non hanno trovato alcun progetto depositato». Un ulteriore giallo sui documenti spariti? In realtà lintoppo sarebbe da imputare alla guerra intestina che da anni divide i Vassallo. Antonino, 73 anni, quarto dei fratelli, ha posto il veto alla realizzazione del progetto. «Si trattava - sostiene Antonino - di un piano ridicolo, che imponeva a noi proprietari una serie infinita di divieti e poche o nulle possibilità di profitto. Mi sono rifiutato di firmare la liberatoria». Chiarito il mistero. Ed è grande il disappunto delle persone che frequentano quel tratto di costa. Samuele Galati, 19 anni, studente, non trova giusto pagare ma è costretto a farlo perché fuori non si può parcheggiare a causa dei divieti: «È un vero e proprio balzello - dice nervoso - non è giusto pagare senza ricevere alcun servizio. Non ci sono controlli, non ci sono cestini per i rifiuti». Dello stesso avviso Salvatore di Bartolo, 20 anni, padre di una bambina di sei mesi: «Vengo in auto con la mia famiglia 3 o 4 volte alla settimana, giusto per qualche ora. Ogni volta sono costretto a sborsare 5 euro allingresso. Esagerato per chi come me ha uno stipendio da operaio». Voce fuori dal coro, Angelo Tuzzolino, 18 anni, studente lavoratore, contento di pagare 2 euro per entrare in moto con la sua ragazza: «È giusto - dice - perché è proprietà privata. E poi in questo modo si mantiene un ambiente più selezionato». Ma intanto nel fine settimana è boom di lamentele per linquinamento dellacqua. «Sabato e domenica - denuncia Giuseppe Vassallo - le persone che avevano trovato posto nella spiaggetta adiacente alla Motomar hanno segnalato con insistenza la presenza di carburante in mare». Colpa della pompa di benzina galleggiante presa dassalto da decine di scafi che devono far rifornimento. «In molti - dice Vassallo - hanno preteso di riavere indietro i soldi del pedaggio».
SICILIA - Capo Gallo, la beffa della riserva
Due anni fa, la famiglia Vassallo aveva annunciato di cedere la gestione della riserva attrezzata di Capo Gallo alla Regione, in cambio di un pedaggio ai visitatori. Tuttavia, non è cambiato nulla rispetto al passato: il pedaggio è ancora in vigore e la riserva attrezzata continua a essere gestita dalla famiglia. La famiglia Vassallo sostiene che il piano era stato depositato alla Regione, ma non è stato trovato alcun progetto depositato. La guerra intestina all'interno della famiglia ha portato a un veto alla realizzazione del progetto. Le persone che frequentano la riserva attrezzata lamentano di dover pagare un pedaggio senza ricevere alcun servizio.
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